giovedì 18 giugno 2026

Food, Napoli nella top 20 «È l'unica città italiana»

LA CLASSIFICA 

di Dario De Martino - Il Mattino

Napoli - In quale città si mangia meglio in Italia? Il colosso editoriale britannico «Time out» non ha dubbi: Napoli. Il capoluogo campano è l'unica città italiana presente nella top 20 mondiale delle città in cui c'è il miglior cibo secondo la rivista. Napoli si posiziona al quattordicesimo posto nella graduatoria mondiale guidata da Lima, capitale del Perù, Bangkok, capitale della Thailandia e Città del Messico, capitale dello Stato da cui prende il nome. Napoli si piazza davanti anche a megalopoli come New York, Hong Kong e Buenos Aires. E si si considerano solo le città europee prese inserite in classifica, Napoli è addirittura quinta. Davanti ci sono soltanto Londra, Barcellona, Atene e Lisbona. 

LA CLASSIFICA 

Come è stata stilata la classifica? Time Out spiega di aver intervistato 24mila residenti locali in 150 città di tutto il mondo, ponendo loro domande sulla qualità dei ristoranti e del cibo, sui prezzi dei locali e sulla cultura della città. I redattori e gli esperti di gastronomia di Time Out hanno valutato i risultati e hanno incluso solo la città con il punteggio più alto in ogni Paese.

 

E per l'Italia ancora una volta viene scelta Napoli. Già l'anno scorso la città era stata entrata in classifica, posizionandosi al 19imo posto. Quest'anno è migliorata di cinque posizioni. Quali le eccellenze campane secondo «Time out»? «Una cucina ancora profondamente popolare, accessibile e identitaria. Pizza, fritti, pasta, mercati, street food e pasticceria continuano a rappresentare un modello di convivialità che, all'estero, conserva un fascino difficilmente replicabile». «Napoli cambia senza smettere di essere Napoli», si legge sulla rivista. «È anche per questo che continua a essere una delle città gastronomiche più amate al mondo. Se le storiche pizzerie, le trattorie di famiglia e le insegne simbolo della cucina popolare restano punti fermi della città, una nuova generazione sta prendendo il testimone introducendo idee contemporanee senza tradire le radici». La rivista cita tra i locali la «Salumeria Malinconico» dove «Alessio Malinconico che sta reinterpretando la tradizione familiare dei panini». L'altro locale citato è «Mimì alla Ferrovia dove lo chef Salvatore Giugliano continua a valorizzare grandi classici come la parmigiana di melanzane e la pasta alla genovese, accanto a proposte più contemporanee come i taco bao buns». Piatto da non perdere? Secondo Time out proprio la Genovese di Mimì alla Ferrovia. 

LA GIOIA 

Il traguardo fa esultare anche le istituzioni. E in particolare gli assessori al Turismo. Il delegato al Turismo della Regione Enzo Maraio dice: «La tradizione enogastronomica napoletana si conferma uno degli asset più forti per la promozione internazionale della città. Il cibo non è soltanto un elemento identitario della nostra cultura, ma rappresenta anche un potente motore di attrazione turistica e di crescita economica. Riconoscimenti come questo dimostrano come la qualità delle nostre eccellenze, dalla pizza ai prodotti del territorio, contribuisca a rafforzare l'immagine di Napoli nel mondo, generando flussi turistici, investimenti e opportunità per l'intera filiera dell'accoglienza e della ristorazione». Per l'assessora comunale Teresa Armato si tratta di «un riconoscimento che inorgoglisce e che premia tutta la filiera agroalimentare re e la capacità di offrire prodotti di qualità. In questi anni con la rassegna "Vedi Napoli e poi mangia" abbiamo valorizzato il turismo enogastronomico e fatto conoscere storia e cultura delle nostre pietanze amate in tutto il mondo».

Nessun commento: