venerdì 26 giugno 2026

Vico Equense, elezioni comunali 2027. Bacheche social: il ritorno dei Messia a tempo determinato

Vico Equense - C’è un segnale che, meglio di qualsiasi manifesto cartaceo o comizio in piazza, decreta l’inizio ufficiale di una campagna elettorale. Non arriva dalle sezioni di partito o dai palazzi della politica, ma direttamente dai nostri smartphone. È il sussulto improvviso, quasi miracoloso, delle bacheche social dei candidati. Profili rimasti in un sonno profondo per più di quattro anni — immobili, muti, aridi di contenuti se si escludono i canonici e asettici auguri di Natale, Pasqua o cordoglio — all’improvviso si animano. Gli algoritmi, confusi da tanta inaspettata vitalità, ricominciano a spingere post che fino al giorno prima non avrebbero trovato spazio nemmeno nei feed dei parenti più stretti. Il tono di questa improvvisa resurrezione digitale è quasi sempre lo stesso: messianico, solenne, venato di una finta urgenza morale. Politici locali, aspiranti consiglieri e veterani delle istituzioni si scoprono improvvisamente filosofi, sociologi, paladini del territorio. Sentono il bisogno impellente di informarci sui loro pensieri più profondi riguardo ai massimi sistemi o, peggio, su banalità quotidiane elevate a dogma programmatico. Condividono riflessioni di cui, a essere onesti, fino a cinque minuti prima non importava assolutamente nulla a nessuno. L’obiettivo di questa messinscena digitale è fin troppo evidente: dimostrare al popolo che "ci sono".

 

È una disperata marcatura del territorio per gridare: "Guardatemi, sono vivo, sono qui e sono pronto a rappresentarvi per i prossimi anni". Il paradosso della politica contemporanea si consuma proprio in questo palcoscenico virtuale. Si confonde la presenza online con la vicinanza reale. Si pretende di costruire in poche settimane di sponsorizzazioni e post strategici quel rapporto di fiducia e ascolto che avrebbe dovuto essere coltivato in millecinquecento giorni di silenzio. Il cittadino-elettore, ormai scafato e anestetizzato da questa valanga di retorica last-minute, assiste allo spettacolo con un misto di noia e rassegnazione. Sa bene che, non appena si spegneranno i riflettori delle urne e saranno scrutinati gli ultimi voti, su quelle stesse bacheche calerà di nuovo il sipario. I messia digitali torneranno a essere fantasmi, lasciando i loro profili a prendere polvere virtuale per i successivi quattro anni. Almeno fino alla prossima, inevitabile, resurrezione.

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