giovedì 6 agosto 2026

Spiagge, il caso Vico Equense approda in Parlamento

Vico Equense - Il tema della gestione del demanio marittimo e del diritto al libero accesso al mare torna al centro del dibattito politico nazionale. Il deputato Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta (la n. 4-08740) indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare luce sulle recenti decisioni amministrative adottate dal comune di Vico Equense. Alla base dell’iniziativa parlamentare vi è la delibera della giunta comunale n. 84 del 29 aprile 2026, con cui l’amministrazione locale ha adottato il proprio Piano attuativo di utilizzazione delle aree demaniali (Paud) prima ancora che venisse completato l'iter di approvazione definitiva da parte del consiglio comunale. Questo passaggio ha innescato una procedura regionale di diffida e il potenziale esercizio dei poteri sostitutivi attraverso la nomina di un commissario ad acta. Il nodo principale della contestazione sollevata da Borrelli riguarda il bando di gara predisposto dal comune per l’affidamento biennale (2026-2027) di alcune porzioni di arenile. All'interno del bando viene introdotta la possibilità di sub-affidare ampie superfici per dare vita a "spiagge libere pre-attrezzate". Secondo il deputato, questa specifica categoria non è espressamente prevista dal Paud regionale della Campania. La preoccupazione è che il posizionamento preventivo e stabile di ombrelloni, lettini o altre strutture commerciali finisca per sottrarre spazio pubblico alla collettività, trasformando di fatto le spiagge libere in aree organizzate a fini di lucro e limitando il diritto dei cittadini all'accesso gratuito e incondizionato al mare. Richiamando l'articolo 1161 del Codice della Navigazione e i principi europei e nazionali sulla concorrenza e la trasparenza (tra cui le pronunce della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e dell'Agcm), Borrelli chiede un intervento ispettivo immediato.

 

L'interrogazione punta a chiarire se i ministeri competenti siano a conoscenza dei fatti e quali iniziative intendano intraprendere per monitorare la regolarità delle procedure di sub-affidamento, al fine di garantire che la tutela dell'interesse pubblico e la fruizione delle risorse naturali non vengano sacrificate a favore di interessi commerciali privati. 

 


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