sabato 1 agosto 2026

Spiagge a Vico Equense, l’affondo del PD: «Lacerazione sociale e gestione fallimentare, l'amministrazione vada a casa»

Vico Equense - Una «pacifica invasione» per riprendersi un bene comune. Con queste parole il Circolo del Partito Democratico di Vico Equense fotografa la protesta dei cittadini sulle spiagge locali, trasformando la mobilitazione popolare in un duro atto di accusa politico contro la governance cittadina, giudicata responsabile di un ventennale fallimento amministrativo. Al centro della polemica c'è l'installazione di barriere che limitano l'accesso al litorale. «I cancelli sulle spiagge sono anacronistici e sbagliati», attaccano i Dem, sottolineando l'irragionevolezza dei divieti orari applicati di recente. «Come è stato possibile immaginare di impedire ai cittadini di raggiungere le spiagge dopo le ore 20, proprio nel pieno delle ondate di calore delle scorse settimane?». Per il PD, la gestione delle aree demaniali – che restano beni collettivi concedibili solo nel rigoroso rispetto delle norme – ha mostrato il fianco a vistose critiche. La denuncia si estende anche alla carenza di vigilanza, definita la causa di un «abuso diffuso» amplificato dai social dopo i recenti interventi del deputato Francesco Emilio Borrelli, con conseguente danno d'immagine per l'intera città. Le critiche più severe colpiscono la passerella in legno installata per agevolare l'accesso al mare e ai resti della Villa romana. Secondo i rappresentanti del PD, l'opera si sarebbe rivelata del tutto inadeguata, scatenando una dura reazione: «È una vergogna aver speculato sulle persone disabili. Chi ha potuto mai pensare che un disabile possa raggiungere quella pedana e, da lì, arrivare al mare?». La nota politica evidenzia inoltre come la struttura si interrompa a forte distanza dai resti archeologici della Villa romana, un'area definita «irragionevole e irraggiungibile persino per i normodotati».

 

Sul piano programmatico, l'opposizione contesta la totale assenza di una visione strategica per il litorale vicano. Viene rimarcata la mancata adozione del PAD (Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali), sostituito invece – attacca il Circolo PD – dall'approvazione di un project financing ritenuto privo di un reale interesse pubblico e caratterizzato da «fantasiosi quanto pericolosissimi interventi sulla foce di un torrente». Il documento politico si chiude con un giudizio perentorio sull'operato della giunta, accusata di non aver saputo mediare tra gli interessi collettivi e quelli privati, provocando un vero e proprio corto circuito democratico. «L'incapacità di questa amministrazione ha creato nette contrapposizioni e una profonda lacerazione sociale di cui non si sentiva il bisogno», conclude il Partito Democratico, lanciando l'appello finale: «Mandiamoli a casa».

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