lunedì 29 giugno 2026

Il corto circuito del PD a Vico Equense: guida il "Campo Largo" ma scappa dal confronto sul Project Financing

Vico Equense - Il dibattito sul futuro del litorale di Vico Equense e sul Project Financing per Marina di Seiano e Tordigliano fa emergere una questione politica centrale che va ben oltre la cronaca locale: il ruolo, i doveri e le contraddizioni del Partito Democratico come forza egemone e trainante del campo largo. Con l'ultimo duro comunicato del Pd Vico Equense, il Circolo dem si conferma indiscutibilmente il motore ideologico e politico dell'opposizione progressista. È il PD che detta i temi, che orienta la coalizione e che guida la battaglia nell'aula consiliare con la consigliera Francesca Esposito. Tuttavia, è proprio questa posizione di leadership assoluta a rendere la sua linea politica profondamente incongruente: un partito che si candida a essere il motore del campo largo e l'alternativa di governo alla città non può permettersi il lusso di arroccarsi in un "No" a prescindere, pena il fallimento della sua stessa missione politica. Quando una forza politica non è un semplice gruppo di minoranza, ma il perno attorno cui ruota un'intera coalizione, il suo primo dovere è dimostrare maturità istituzionale. Arroccarsi dietro una bocciatura preventiva dei progetti di sviluppo, come fatto per le marine, trasforma il partito guida da potenziale forza di governo a comitato del "No". Nella nota ufficiale, il PD ammette lucidamente il rischio che le forze del campo largo si perdano in "battaglie di retroguardia, finendo per autoescludersi dai tavoli decisionali". Eppure, è esattamente la strada che il partito sta tracciando per tutta la coalizione vicana. Usare i ritardi burocratici del PAD (Piano Attuativo di Utilizzo delle Aree Demaniali) – materia complessa e paralizzata ovunque a causa del caos europeo della Direttiva Bolkestein – come scudo per respingere gli investimenti privati, significa abdicare al ruolo di forza pragmatica e propositiva. La contraddizione più evidente della linea dettata dal PD sta nel metodo. Il partito dichiara a parole di essere "a favore del Project Financing come strumento" e "favorevole al coinvolgimento degli imprenditori". Nei fatti, però, liquida l'atto approvato in Giunta parlando di "evidenti criticità" e "mancanza di finalità pubblica".

Qui scatta il corto circuito: come può il partito motore del campo largo decretare la totale assenza di utilità pubblica di un'opera se non accetta o stimola il dialogo politico o un confronto tecnico con i proponenti privati? Se il PD non apre al confronto con gli imprenditori che hanno presentato la proposta e non analizza il progetto in un tavolo comune, la sua bocciatura non è un atto di vigilanza democratica, ma un pregiudizio ideologico. Un grande partito riformista dovrebbe governare i processi di trasformazione urbana, stimolando il dibattito tecnico anziché sottrarsi al confronto con i capitali privati. Un'altra incongruenza della piattaforma politica del PD è la richiesta che l'amministrazione avrebbe dovuto "coinvolgere in via preliminare tutte le parti politiche" prima ancora dell'approvazione in Giunta. Questa visione ignora le regole del Codice degli Appalti. Il Project Financing è, per legge, l'iniziativa di un privato che sottopone un'idea all'ente pubblico. Spetta alla Giunta valutarne l'interesse e, solo in caso positivo, aprirla alla gara pubblica e al dibattito consiliare, dove l'opposizione ha tutto il diritto di proporre varianti e migliorie. Pretendere un tavolo politico preventivo su un'idea privata significa voler bloccare la macchina amministrativa e sottomettere lo sviluppo economico alle lungaggini delle trattative di partito. Il PD di Vico Equense dimostra di avere la forza per dettare la linea a tutto il campo largo, ma la direzione intrapresa rischia di essere fallimentare. Mentre il territorio, le imprese e i lavoratori cercano risposte concrete per il turismo, l'occupazione e il decoro delle spiagge, la linea dei dem resta confinata nella purezza della teoria ("fare bene, nel rispetto di tutto"). Se il Partito Democratico vuole essere davvero il motore del cambiamento a Vico Equense, deve abbandonare la cultura del sospetto verso il privato e la politica dei comunicati stampa. Arroccarsi sui "No" a prescindere toglie credibilità a tutto il campo largo, privando la città di una reale e matura alternativa di governo.

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