lunedì 18 maggio 2026

Sorrento al voto dopo le tangenti Pinto: "Con me due magistrati"

Domenica e lunedì alle urne: l'ex sindaco Coppola fu arrestato un anno fa Scontro tra i 3 candidati sull'eccesso di turismo 

di Mariella Parmendola - La Repubblica Napoli

Sorrento - Ho deciso di ricandidarmi perché sono una persona perbene e Sorrento è fatta di persone perbene. Una comunità che merita di rialzarsi, in tempi difficili», dice Ferdinando Pinto a una settimana dal voto. Al governo di Sorrento dal 1995 al 2000, nella stagione dei sindaci inaugurata da Bassolino a Napoli, il professore di diritto amministrativo sceglie il tema della legalità per spiegare il suo ritorno. La pesante eredità lasciata dall'ex sindaco Massimo Coppola, arrestato un anno fa per corruzione, è anche il terreno di scontro in questa campagna elettorale, diversa da tutte le altre. Tre i candidati sostenuti da coalizioni civiche. Pinto è appoggiato da tre liste, Corrado Fattorusso, avvocato ed ex assessore a Sant'Agnello da altre tre, e l'ambientalista Raffaele Attardi con una sola lista nel ruolo di outsider. «Fernando Pinto era con quella parte di Pd che ha avuto una propria rappresentante nella giunta Coppola fino all'ultimo», attacca Fattorusso. Si gioca su chi è la vera alternativa al recente passato la partita per riconquistare la fiducia dei sorrentini. Sono di martedì gli ultimi sette arresti di imprenditori e funzionari pubblici, coinvolti nel giro di corruzione creato dall'ex sindaco di Sorrento e dal suo fidato collaboratore Lello il sensitivo, all'anagrafe Raffaele Guida, che secondo le indagini gli faceva da intermediario per le mazzette.

 

Arresti che pesano sulla sfida elettorale, come il resto dell'inchiesta giudiziaria che - avendo Coppola e Guida deciso di collaborare con la magistratura - potrebbe riservare altri colpi di scena. Fattorusso, che eredita la passione politica dal padre ex assessore Dc negli anni Ottanta, si smarca dall'etichetta di candidato di centrodestra rispetto al progressista Pinto. «A Sorrento la domanda giusta non è destra o sinistra. È un'altra. Continuità con i metodi che hanno portato la città al commissariamento, oppure rottura con quei metodi? », dice. E sottolinea come dalla sua ci sia l'ex consigliere comunale del Pd, Ivan Gargiulo, che con le sue denunce ha accelerato l'inchiesta del procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso. Rilancia Pinto annunciando i due assessori forti della squadra di governo: «Riporteremo la legalità al Comune. In giunta con me due magistrati Ernesto Aghina e Luigi Picardi, ex presidenti di Tribunale». E rivendica i rapporti con Comune di Napoli e Regione, in campagna elettorale al suo fianco il sindaco Gaetano Manfredi, il vicepresidente Mario Casillo e gli assessori della giunta Fico Enzo Cuomo e Vincenzo Maraio. Tutti arrivati a Sorrento a sostenerlo. «Per risollevarci servono esperienza, autorevolezza e rapporti istituzionali solidi», dice Pinto. Ma nel confronto a tre promosso sabato da un gruppo di associazioni, guidate da Laboratorio Partecipa e Fuori copione, il tema che accende il dibattito è il turismo. Nell'ultimo weekend Sorrento continua a essere affollata dagli stranieri, si sente parlare solo inglese nei vicoletti del centro storico. Ma al teatro Tasso si ascoltano le voci di chi ne subisce le conseguenze. «Da qui i residenti possono solo scappare», è la denuncia. Quindicimila gli abitanti: la popolazione raddoppia d'estate per gli arrivi. Nelle loro domande i sorrentini chiedono ai candidati di risolvere il problema delle case in centro tutte diventate B&b, del traffico e di una quotidianità resa difficile dalla convivenza con i turisti. Qui le risposte si distanziano ancora di più. «Dobbiamo fermare la turistificazione per salvare Sorrento, limitare gli arrivi al porto e fermare i bus a Castellammare e Pompei», dice netto Attardi. Media Fattorusso: «Sorrento deve tornare ad avere il risalto internazionale di sempre, bilanciando la grande risorsa del turismo con la vivibilità e i servizi che merita il cittadino». Senza diplomazia Pinto: «Viviamo nel 2026, dobbiamo farci i conti. Il turismo è strategico nella nostra economia, va governato». Poi promette agli elettori: «Niente tassa rifiuti, copriamo il costo con la tassa di soggiorno». 

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