lunedì 1 giugno 2026

Fede e tradizione a Vico Equense: a Marina di Aequa ritorna la storica processione a mare di Sant'Antonio

Il 13 giugno il borgo marinaro rinnova il secolare voto del Comandante Savarese: una storia di riscatto e devozione che unisce le generazioni tra celebrazioni solenni e fuochi pirotecnici. 

Vico Equense - Ci sono storie che il mare non cancella, ma anzi custodisce e restituisce a ogni onda. A Marina di Aequa, in occasione dei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova, la comunità si appresta a rivivere uno dei riti più suggestivi della Penisola Sorrentina. Quella del Comandante Antonio Savarese non è solo una cronaca di successo imprenditoriale, ma un’eredità di fede che batte nel cuore del borgo da oltre cent’anni. Tutto ebbe inizio tra il fango e il sangue della Grande Guerra. Antonio, poco più che un ragazzo, si ritrovò al fronte, sul Piave. Lì, tra il fragore delle esplosioni, perse un braccio. In quel momento di oscurità, la sua anima si volse a Sant’Antonio con una promessa, un voto solenne: “Se ritorno vivo alla mia Marina d’Aequa, ti onorerò per sempre”. E Antonio tornò. Tornò per diventare un pilastro della ricostruzione del Golfo di Napoli negli anni ’40, con i suoi pontoni che partivano dalle cave di Scutolo per disegnare il profilo dei moli e delle difese marittime che ammiriamo ancora oggi. Il successo non offuscò mai la promessa fatta tra le trincee. Il nome "Linda" divenne il simbolo di questa unione tra vita privata e pubblica: era il nome della motonave ammiraglia, chiamata così in memoria di una figlia scomparsa troppo presto, ed era il nome del primo stabilimento balneare della zona, il "Bagno Linda", che ancora oggi evoca i fasti dei primi pionieri del turismo costiero. Ogni 13 giugno, il borgo si ferma. La statua di Sant’Antonio lascia l'antica cappella per salire a bordo. Un tempo era la "Linda" a fendere l’acqua, aprendo la scia a una flotta di barche di pescatori in una processione marina che toglie il fiato. Un rito che trasforma lo specchio d'acqua davanti a Vico Equense in una chiesa a cielo aperto. Oggi, a distanza di un secolo, quel voto non è sbiadito. I nipoti di Antonio, che portano con orgoglio il suo stesso nome, continuano a onorare la volontà del nonno. Non è solo folklore, ma un atto di devozione che lega le generazioni: la testimonianza di come un uomo, nonostante le ferite della guerra e della vita, sia riuscito a trasformare una promessa di dolore in una secolare festa di speranza per tutta la comunità.


Il programma del 2026, coordinato dalla Parrocchia "San Marco Evangelista" con il parroco Monsignor Angelo Castellano e patrocinato dal Comune di Vico Equense, entrerà nel vivo sabato 13 giugno. Alle ore 18:00 si terrà la Santa Messa solenne alla Marina di Aequa, seguita dalla storica processione lungo il litorale e a mare con il Complesso Bandistico "Città di Vico Equense". I festeggiamenti si chiuderanno alle ore 23:30 con lo spettacolo di fuochi pirotecnici a mare, a cura del Consorzio Marina d’Equa. Finché la statua del Santo benedirà le acque di Aequa dalla prua di una nave, la storia del Comandante Savarese continuerà a navigare, dritta verso il futuro.

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