venerdì 22 aprile 2011

Invito al rispetto dei principi etici anche in politica

Vico Equense - La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Al di là delle definizioni, la politica riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, è l’occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato e le sue sub strutture territoriali. In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare. Il fine della politica dovrebbe essere il conseguimento del bene comune. Tuttavia, l’attività politica appare oggi, nel particolare momento storico di profonda crisi socio-economica e culturale che caratterizza non solo l’Italia ma il mondo intero, contraddistinta da interessi di parte egoistici che finiscono con lo sgretolare la civile convivenza. La politica dovrebbe basarsi sulla ragione dell’etica e non sulla forza del potere, dovrebbe fondarsi sulla garanzia delle libertà e dei diritti umani e sul riconoscimento del dovere primario di conformare ogni decisione al Bene Comune, governato dalle Leggi Universali che guidano il Piano evolutivo.



L’etica dovrà poggiare sul senso del dovere e della responsabilità verso l’organismo in cui si vive (città, nazione, umanità), sull’educazione al reciproco rispetto fra individui, istituzioni, classi o ceti sociali in modo da creare quelli che vengono chiamati “giusti e retti rapporti”, ponendosi il fine di aiutare gli uomini a migliorarsi continuamente. Riducendo la politica a “strategia di potere” si finisce con il creare sempre uno scontro soggettivo di singole volontà che cercano di prevalere una sull’altra. Perché quando si parla di politica si litiga sempre, per strada, al bar o in parlamento? Perché la politica è legata alla Volontà di potere, ossia è legata ad un’energia che cerca sempre di primeggiare e di imporsi sugli altri. La politica attuale sembra, dunque, esclusiva manifestazione del principio di potere: ciò che importa è vincere, con ogni mezzo, anche a costo di calpestare ogni principio morale ed etico. La cosa più difficile da realizzare è il far politica rimanendo integri ed onesti. Quelli che nell’educazione vengono chiamati difetti o disvalori, in politica, sempre più spesso diventano pregi e valori. Parole come amore, rispetto, lealtà, amicizia in politica diventano umoristiche se non addirittura ridicole. La barriera della dignità e della coerenza si sta spostando oggi sempre più in là, dove una volta esisteva la vergogna. Tutto sembra tuttavia tristemente normale trovandosi ormai la collettività spettatrice passiva e rassegnata dei vergognosi scontri tra le opposte fazioni, che nulla di positivo apportano al costruttivo confronto dialettico tra le parti. Più che al perseguimento del bene comune, la politica attuale sembra diretta alla “distruzione” dell’ “avversario”. In qualsivoglia occasione si assiste ad inqualificabili e meschini attacchi volti a screditare gli avversari e a colpirne la dignità e il decoro. Il dibattito politico non appare incentrato su principi di lealtà e rispetto ma su sistematiche e reciproche accuse, che difficilmente possono sfociare in accordi su soluzioni condivise. I toni eccessivamente accesi e gli attacchi personali impediscono dunque il positivo progredire del dibattito politico e di un effettivo dialogo. Molti uomini politici, alcuni movimenti, parecchi partiti preferiscono produrre slogan piuttosto che spiegare e documentare le proprie affermazioni, gridare piuttosto che argomentare, proporsi come paladini del bene dotati del dono dell’infallibilità anziché come esseri umani con qualche idea concreta per migliorare la situazione. Lo spazio dedicato alle proposte costruttive è ridotto al minimo: ognuno si attiene esclusivamente alla propria visione dei fatti e delle cose, negando non solo la legittimità del punto di vista di chi non la pensa come lui, ma perfino l’esistenza di una realtà che non coincide in tutto e per tutto con la sua rappresentazione. Il modello “curva da stadio” è quello che va per la maggiore, il luogo comune impera, seppur declinato in modi opposti, da una parte e dall’altra; è straniante, quasi da teatro dell’assurdo, la tendenza a complicare inutilmente le soluzioni semplici e semplificare tendenziosamente i problemi complessi. In un civile e costruttivo dibattito politico sono ammessi toni di disapprovazione anche aspri ma mai questi dovrebbero trascendere in attacchi personali o sconfinare nella lesione della reputazione dell’avversario. Si invita, pertanto, tutti i contendenti politici scesi in campo, indipendentemente dal colore politico dei loro ideali, ad osservare il rispetto della dignità e del decoro della persona e soprattutto a non criminalizzare, o peggio demonizzare gli avversari politici. Per coloro che condividono quanto innanzi narrato, come modello di proporsi all’elettorato ,di sottoscriversi impegnandosi ad osservare i valori dell’etica narrati. In bocca al lupo a tutti. . .
Dr. Vincenzo Cioffi Candidato P.D.L.

1 commento:

stareis ha detto...

Grande maresciallo, ben detto!!!

PS Volete sapere xchè siete mio amico??!

Perchè tempo fa, mi ha telefonato oscaretto (oscar wilde) e mi ha detto: "rafè, non avere amici che non siano alla tuaaltezza..!"

raf starace