sabato 26 gennaio 2008

Progetto Diswip

Sorrento - Prevenire la contaminazione dei sistemi di approvvigionamento, adduzione e distribuzione dell’acqua destinata all’uso potabile significa scongiurare intossicazioni e diffusione di malattie infettive. Da questa indispensabile necessità nasce il progetto Diswip (Development of an Integrated System for Water Infrastrucures Protection against International Attacks), sviluppato da un consorzio costituito dall’università degli Studi di Cassino e dalla Gori, iniziato a dicembre 2006, terminato lo scorso novembre e finanziato, nell’ambito del programma Epcip, dal Directorate General Feedom, Security and Justice della Commissione Europea. Il fatto che alcuni impianti della penisola sorrentina siano stati dotati di sistemi di protezione ha rappresentato l’occasione per testare sul campo strumentazioni, procedure e metodologie di protezione, al fine di valutare la loro applicabilità ed efficacia. I siti pilota sono stati individuati nel serbatoio di Fratte II (impianto che serve tutta la penisola sorrentina e l’isola di Capri); nel serbatoio di Meta II (impianto che alimenta il comune di Meta e il serbatoio di Marina di Alimuri); nel serbatoio-sollevamento Colli (impianto che serve la rete di Sant’Agnello); nel serbatoio Trinità (impianto che alimenta il serbatoio di via Piana). «L’uso di un approccio induttivo – spiega il direttore generale della Gori, Giovanni Paolo Marati - costituisce un elemento innovativo rispetto analoghi studi recentemente pubblicati. È ovvio che l’obiettivo di Gori è quello di estendere questi sistemi di protezione a tutti i principali punti di approvvigionamento, captazione e distribuzione delle risorse idriche». La trasmissione dei dati da questi sistemi avviene mediante una rete wireless proprietaria. Tutti i dati vengono convogliati al centro di telecontrollo, in modo da predisporre interventi immediati. «Il rischio di possibili contaminazioni intenzionali dei sistemi idropotabili – dice Giovanni de Marinis, docente dell’università degli Studi di Cassino – appare, purtroppo, accresciuto in seguito all’affermarsi della minaccia terroristica dopo l’11 settembre 2001. Accanto a questo vanno ovviamente anche ricordati i rischi derivanti da contaminazioni accidentali dovute a cattiva manutenzione delle strutture o a contaminazioni di carattere intenzionale a scopo vandalico o di sabotaggio. La filosofia adottata in Diswip è quella di realizzare un sistema integrato di protezione che adotti i sistemi disponibili, dai più semplici e economici ai più complessi e onerosi, in maniera tale da ottenere un buon livello di sicurezza ottimizzando i costi». (Il Mattino)

1 commento:

Michele Vanzi ha detto...

OTTIMO! Ecco la dimostrazione che la GESTIONE privata dell'acqua (attenzione, GESTIONE, NON PROPRIETA' che resta pubblica) possa permettere quel salto di qualità necessario!