giovedì 12 marzo 2009

Passa la legge elettorale

Regione Campania - Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Sandra Lonardo, ha approvato in mattinata il progetto di legge elettorale della Regione Campania. Tra le novità più importanti della legge, che resta improntata sul sistema proporzionale: l'abolizione del listino presidenziale, con la conseguente attribuzione del premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente, che ottengono almeno il 60% dei seggi; il sistema della doppia preferenza, in base al quale l'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza; la previsione che nelle liste ciascuno dei due generi non possa essere rappresentato nella misura superiore ai 2/3. Tali disposizioni sono volte a favorire la rappresentanza delle donne nell'istituzione; la rappresentanza di tutto il territorio attraverso la garanzia dell'elezione di almeno un consigliere regionale per ogni circoscrizione elettorale. Sulla legge c'è stato un voto favorevole trasversale che è andato dal Pd, al MpA, dall'Udc, a La Sinistra (salvo l'astensione di Antonella Cammardella), da Italia dei Valori ai Verdi; hanno, invece, votato contro i gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udeur; si sono astenuti Massimo Grimaldi del Nuovo Psi e Vito Nocera di Prc. Il Consiglio ha, altresì, approvato all'unanimità un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private. Sui sub emendamenti proposti da alcuni esponenti del Pd relativi alla ineleggibilità dei sindaci, altro nodo fondamentale della battaglia politica sulla legge elettorale, il Consiglio ha votato a scrutinio segreto, come proposto dai consiglieri Nicola Ferraro (Udeur) e Pietro Diodato (An), una decisione che ha provocato la dura reazione del centrosinistra, in particolare dei consiglieri Antonio Scala, Giuseppe Russo, Pietro Ciarlo, Salvatore Ronghi e Mario Sena, secondo i quali ''non e' accettabile colpire i sindaci nel segreto di un'urna''. L'esito del voto e' stato, comunque, negativo con 28 voti contrari e 19 favorevoli. (Fonte Asca)

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