Fonte: Salvo Sapio da Il Mattino Il giorno della verità per l’EavBus ha due passaggi obbligati. Due strettoie nella corsa che la Regione ha avviato per salvare la società di trasporto e i suoi 1300 dipendenti. Nel pomeriggio, in maniera non ufficiale ma con esiti sostanziali, il governatore Caldoro e i manager Eav si metteranno in contatto con il giudice fallimentare Aldo Ceniccola e con la curatela fallimentare (composta da Maurizio Siciliani e Sergio Sciarelli in attesa della nomina del terzo componente in rappresentanza della tributaria). Abbastanza chiaro il messaggio che magistrato e curatela hanno fatto trapelare: c’è tutto l’interesse a garantire l’esercizio provvisorio fino alla sentenza di corte d’appello in cui il fallimento potrà essere cancellato o confermato. Ma tutte le carte devono essere a posto. Deve partire, prima di tutto, il ricorso dei manager Eav. Nello Polese e Paolo Como hanno contattato l’avvocato Sandulli che ha puntato al vizio di notifica per sovvertire l’esito della prima sentenza di fallimento. Altri ricorsi potrebbero arrivare anche da altri creditori, in particolare da parte di chi deve ricevere somme superiori ai 600mila euro che hanno portato al fallimento.
Ci sono poi le garanzie da mettere sul piatto: i 4,5 milioni che serviranno per garantire la regolarità degli stipendi, pagando logicamente gli arretrati. La Regione dovrà poi dimostrare la copertura per quanto riguarda i contratti di servizio, una cifra non lontana dai sette milioni. Ottenuto il parere favorevole all’esercizio provvisorio si passerà al secondo appuntamento, quello convocato per le 19 a palazzo Santa Lucia con i sindacati. Caldoro, gli assessori Nappi e Vetrella, Polese e Como incontreranno i segretari generali e i rappresentanti delle categorie. Si definiranno le forme dell’affido temporaneo. La soluzione più probabile (e anche più semplice) è il ritorno ai bacini di competenza anche per il trasporto su gomma antecedenti al 2008, anno in cui divenne operativa EavBus (creata tecnicamente nel 2007). Circumvesuviana, Sepsa e MetroNapoli NordEst (ex Alifana) riprenderebbero in carica le linee e gli autobus, il tutto sotto l’ombrello di Eav holding, garante dell’operazione. Una soluzione quella dell’affido provvisorio che, come chiarisce il nome, non può essere strutturale. E proprio il governatore Caldoro torna a parlare delle prospettive dell’interno comparto del trasporto pubblico campano. «Parlano i numeri e i numeri sono sempre gli stessi: c’è un indebitamento di 600 milioni non confutato da nessuno e prodotto in vent’anni, e soprattutto negli ultimi quindici. Dal 2010 è stata bloccata la crescita del debito ed è stata avviata una politica di risanamento e di rigore. Ma sappiamo che non basta ed è per questo che insistiamo perché il fondo di garanzia sia esteso alle Regioni. Il governo sta compiendo una scelta politica, ha scelto un interlocutore, ha deciso di avere rapporti solo con i Comuni. Credo - insiste Caldoro - che sia una scelta sbagliata, irragionevole e penalizzante per chi, come la Campania, ha le carte in regola per accedere a certe forme di garanzia. Se il fondo non dovesse essere esteso alle Regioni non ci sono alternative. Senza soldi di casi Eav ce ne saranno uno dietro l’altro».
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