 |
| Giuseppe Aiello e Francesca Esposito |
Vico Equense - La politica, a volte, ha bisogno di fermarsi per riordinare le idee e gli uomini. La decisione del sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, di revocare le deleghe alla sua giunta si inserisce in questo solco: un atto d'imperio che il primo cittadino giustifica come una conseguenza naturale del recente riassetto organizzativo degli uffici. L'obiettivo dichiarato è la "ricalibrazione": assicurarsi che ogni tassello dell'esecutivo sia perfettamente allineato alla nuova macchina burocratica per attuare il programma di mandato. Dal punto di vista amministrativo, la mossa di Aiello può essere letta come un tentativo di efficientamento. In un comune complesso come quello equano, dove la gestione del territorio richiede una sinergia totale tra uffici tecnici e indirizzo politico, fermarsi per "tagliare il bosco morto" e ridistribuire i carichi di lavoro può essere un atto di responsabilità, volto a evitare stalli futuri. Tuttavia, la politica non vive solo di organigrammi, e il duro affondo di Francesca Esposito (PD) ricorda che il tempo del palazzo raramente coincide con quello dei cittadini. La consigliera di opposizione solleva il velo su una realtà fatta di criticità strutturali: dai costoni fragili alla gestione dei rifiuti, dalla sanità in sofferenza alla viabilità critica della Raffaele Bosco. Per l'opposizione, l'azzeramento delle deleghe non è una manutenzione necessaria, ma il sintomo di "mal di pancia" interni che distraggono dalle emergenze reali. Il nodo della questione sta proprio qui: nel delicato equilibrio tra la forma (la necessità di una giunta coesa e ben organizzata) e la sostanza (le risposte ai problemi cronici della città).
Se da un lato è legittimo che un Sindaco voglia ottimizzare la propria squadra nell'ultimo anno di percorso, dall'altro non si può ignorare che temi come il PUC o il Piano del Demanio Marittimo non possono permettersi pause dettate da equilibri di coalizione. Il successo di questa manovra si misurerà nei tempi di risoluzione. Se il nuovo assetto della giunta Aiello riuscirà a imprimere un'accelerazione immediata sui dossier caldi citati dalla Esposito, allora questo "tagliando" sarà stato un investimento fruttuoso. Se, al contrario, la ridistribuzione degli incarichi dovesse tradursi in un ulteriore periodo di assestamento burocratico, il distacco tra le necessità del territorio e la guida politica rischierebbe di diventare, come denunciato dall'opposizione, incolmabile. Vico Equense attende ora di conoscere i nomi e, soprattutto, le strategie. La sfida per Aiello è dimostrare che questo non è un gioco di sedie, ma la rincorsa per un salto di qualità necessario alla città.
Nessun commento:
Posta un commento