lunedì 23 febbraio 2026

PNRR a Vico Equense: cronaca di un disastro da 5 milioni annunciato

A Vico Equense il tempo sembra scorrere secondo leggi fisiche ignote al resto del mondo. Mentre l’Europa corre, in via Madonnelle si contano i milioni che rischiano di affogare nel fango. Il cartello di cantiere è una sentenza senza appello: l'intervento di rigenerazione urbana (PNRR M5C2I2.1) vale esattamente euro 5.123.033,72. Oltre cinque milioni di euro dei cittadini europei destinati a regalarci spazi sportivi di "qualità" e quell’agognata piscina promessa da generazioni. I numeri non mentono, ma la realtà di via Madonnelle sì. La cronologia racconta un paradosso amministrativo: la consegna dei lavori è avvenuta "in via d'urgenza" il 24 giugno 2024. La data di ultimazione? Il 19 marzo 2026. Oggi, 22 febbraio 2026, a soli 25 giorni dal traguardo, lo stato dei luoghi è desolante: uno scavo allagato che somiglia più a un acquitrino che a una vasca olimpionica. Com’è possibile che un appalto "urgente" sia fermo a uno stato embrionale dopo quasi due anni? Il cartello di cantiere, con i nomi dei responsabili corretti grossolanamente a penna, è lo specchio di una gestione burocratica confusa e fuori controllo. Ma la confusione non può essere un alibi. La delega ai fondi del PNRR è stata sin dall'inizio della consiliatura ad appannaggio di Fratelli d'Italia. Dov’è stata la supervisione politica in questi anni? Come ha potuto l’Amministrazione permettere che il cronoprogramma di un’opera finanziata dal Ministero dell'Interno e dall'Unione Europea saltasse in modo così clamoroso sotto gli occhi dei responsabili di partito? Il PNRR non perdona: i fondi di NextGenerationEU sono vincolati a risultati certi in tempi perentori.


Il rischio oggi non è solo perdere la piscina, ma dover restituire milioni di euro che la comunità ha già "impegnato" con la propria speranza. Vico Equense non ha bisogno di altri rendering patinati o di rassicurazioni di facciata da parte di una maggioranza che, proprio a un passo dalla scadenza, si è "congelata" con la revoca delle deleghe firmata dal Sindaco Aiello lo scorso 13 febbraio. La città merita la verità. Se il 19 marzo il nastro non verrà tagliato — e la realtà dei fatti urla che non accadrà — non basterà invocare "imprevisti tecnici". Il 20 marzo dovrà aprirsi la stagione della responsabilità. Chi ha firmato, chi ha sorvegliato per conto dei partiti e chi ha taciuto dovrà spiegare alla città perché, al posto del futuro, ci hanno lasciato in eredità un buco da cinque milioni di euro.

Nessun commento: