mercoledì 25 febbraio 2026

Campania, svolta sulle spiagge: la Regione chiede ai Comuni il 30% di arenili liberi

Napoli - Una nuova direttiva per ridisegnare il volto del litorale campano in vista della stagione balneare 2026. Durante un incontro operativo tenutosi ieri all'Auditorium della Giunta regionale al Centro Direzionale, la Regione Campania ha tracciato una linea netta con i sindaci dei comuni costieri: almeno il 30% delle spiagge dovrà essere libero e gratuito. Al centro del tavolo tecnico, coordinato dagli assessori Enzo Maraio (Turismo) e Enzo Cuomo (Governo del Territorio), c’è la realizzazione dei Pad regionali (Piani di utilizzazione del demanio marittimo). L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una gestione omogenea, trasparente e, soprattutto, accessibile delle coste. "Vogliamo assicurare ai cittadini il diritto di accedere liberamente al mare a partire da questa estate", ha dichiarato l'assessore Cuomo. La richiesta del 30% di arenili liberi rappresenta un vincolo che la Regione intende monitorare con rigore, collaborando con le strutture tecniche comunali per superare gli ostacoli che finora hanno limitato la fruibilità pubblica. Non si tratta solo di accessibilità, ma di una visione strategica del turismo. L’assessore Maraio ha sottolineato come la programmazione del demanio sia una leva fondamentale per attrarre investimenti qualificati e sostenere l'occupazione.

 

Promuovere l'innovazione digitale nei servizi balneari. Tutelare l'ambiente, coniugando lo sviluppo economico con la salvaguardia delle coste. La linea adottata, in sintonia con le indicazioni del presidente della Regione, punta sul dialogo costante con le amministrazioni locali. "Continua il metodo basato sulla concertazione per costruire opportunità per le amministrazioni e assicurare diritti ai cittadini", ha ribadito Maraio. Nelle prossime settimane il confronto entrerà in una nuova fase, coinvolgendo anche gli operatori turistici. Il percorso istituzionale è ormai tracciato: la sfida per i Comuni campani, da Pozzuoli a Vico Equense, fino al Cilento, sarà quella di bilanciare le concessioni private con una quota significativa di spiagge pubbliche, garantendo decoro e servizi anche per le aree gratuite.

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