giovedì 19 febbraio 2026

Villetta Palmizio: quello "spazio" di troppo che divide la Città

Vico Equense - La Villetta Palmizio sembra non trovare pace. Quello che doveva essere il salotto ritrovato della città torna prepotentemente al centro della cronaca per un dettaglio che, nella sua piccola scala, solleva interrogativi enormi: una targa in ceramica che celebra un improbabile "WOLF GANG". In un luogo già segnato da profonde tensioni tra amministrazione e cittadinanza — a causa di scelte architettoniche aspramente discusse — una svista del genere non può essere derubricata a semplice refuso. Quella spaziatura errata nel nome di Johann Wolfgang von Goethe diventa il simbolo di una fretta esecutiva che mal si concilia con la solennità di un'opera pubblica definitiva. Per i vicani più attenti, che da mesi osservano con occhio critico la metamorfosi di uno dei luoghi più simbolici del territorio, quel "WOLF GANG" non è che la conferma di un timore latente: una cronica approssimazione nella cura dei particolari. Goethe, che nel suo Viaggio in Italia dedicò parole immortali a queste terre, si ritrova oggi "spezzato" da una ceramica che sembra ignorare proprio quella precisione estetica e quel rigore che il poeta tanto ammirava. In un momento in cui Vico Equense punta con forza all'eccellenza e al prestigio internazionale, scivolare su un’incisione è un autogol comunicativo pesante. La bellezza di un’opera pubblica, infatti, non risiede solo nel grande progetto, ma soprattutto nella pazienza del dettaglio. Senza di essa, anche l'intervento più ambizioso finisce per apparire come un'occasione mancata, lasciando ai cittadini l'amaro in bocca di chi vede la propria storia scolpita con una superficialità che Goethe, di certo, non avrebbe perdonato.

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