giovedì 19 febbraio 2026

Sorrento riscopre il fascino della camelia

Sorrento riscopre il fascino discreto della primavera che sboccia in anticipo e celebra l’eleganza senza tempo della camelia con la XVIII edizione della Mostra delle Camelie, in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026 nello scenario di rara suggestione del Chiostro di San Francesco. Domani, venerdì, dalle ore 10 alle 16, le socie del Garden club Penisola Sorrentina saranno nel Chiostro di San Francesco per l'allestimento della mostra e accogliere i fiori recisi di tutti coloro desiderano partecipare; i fiori possono essere consegnati semplicemente in fascio che poi sarà sistemato dalle socie o già in composizione artistica in vaso, in vetro o in ciotola; in ogni caso i fiori devono essere accompagnati da un biglietto con il nome della famiglia per una corretta dicitura sul cavaliere. L'appuntamento, con cadenza biennale, un classico nel calendario culturale cittadino è promosso dal Garden Club Penisola Sorrentina, presieduto da Pia Ruoppo, con il patrocinio del Comune di Sorrento. L’inaugurazione è fissata per sabato alle ore 10, l’apertura al pubblico attivata dalle 10 alle 19 in entrambe le giornate, con ingresso libero. La mostra rappresenta un omaggio raffinato a un fiore che, pur essendo “immigrato”, ha trovato nella Terra delle Sirene una seconda patria naturale. La camelia, originaria del Giappone e legata secondo la leggenda all’isola sacra di Honsu, giunge in Europa nel XVIII secolo e in Italia intorno al 1760. La sua acclimatazione nel Mediterraneo appare quasi predestinata: il terreno acido, il clima mite e la perfetta armonia con gli agrumeti – le cui foglie ricordano quelle della camelia – ne hanno favorito una diffusione straordinaria, soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nel Chiostro trecentesco, la raccolta e la catalogazione dei fiori recisi provenienti da giardini privati e storici restituiscono una vera e propria vetrina botanica di primavera.

 

Colori, forme e sfumature raccontano la biodiversità di una pianta che fiorisce tra il tardo inverno e l’inizio della nuova stagione, risvegliando non solo la natura ma anche l’animo umano, con pennellate di colore capaci di spezzare il grigiore dell’inverno. Tra gli espositori figurano collezioni della Penisola Sorrentina e la tradizionale partecipazione del vivaio della Camelia del Generale, presenza ormai storica della rassegna. L’allestimento, curato dal Garden Club, affonda le radici alla fine degli anni Ottanta, quando maturò l’idea di una mostra dedicata alla “rosa giapponese”, consapevoli di quanto questo fiore si inserisse in maniera armonica nel paesaggio e nella cultura locale. Un percorso avviato anche grazie all’eredità culturale della presidente emerita Anna Russo Acampora, che organizzò le prime mostre a Sorrento con la collaborazione dell'esperto fiorista sorrentino Claudio Ruoppo, contribuendo a consolidare un evento oggi giunto alla maggiore età. La Mostra delle Camelie si colloca nel solco delle rassegne italiane dedicate a questo fiore, la cui riscoperta è stata favorita nel secondo dopoguerra dal lavoro dell’ingegner Antonio Sevesi, presidente della Società Italiana della Camelia di Cannero Riviera, promotore delle prime esposizioni sul Lago Maggiore. In Campania, i Garden Club di Sorrento, Napoli e Caserta continuano a custodire e consolidare questa tradizione, valorizzando esemplari provenienti quasi esclusivamente da giardini storici e privati. Oltre all’aspetto botanico, la camelia porta con sé un immaginario culturale potente: da Margherita Gautier di Alexandre Dumas all’eroina verdiana della Traviata, dalle stravaganze parigine dell’“uomo delle camelie” fino all’eleganza senza tempo di Coco Chanel, che ne fece il simbolo della sua Maison. Un filo rosso che attraversa secoli, letteratura, musica e moda, e che a Sorrento trova una cornice ideale senza tempo in location di pregio come giardini di ville e alberghi. In un periodo lontano dai grandi flussi turistici, la mostra offre a cittadini e visitatori l’occasione di vivere la città in una dimensione più intima e autentica, riscoprendo un patrimonio botanico che è anche memoria, identità e bellezza condivisa. Un invito a lasciarsi sorprendere dalla fioritura silenziosa di un fiore che continua, anno dopo anno, a raccontare la sua storia.

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