Vico Equense - C’è una data che continua a tornare come un’ossessione nei documenti del Comune di Vico Equense: il 9 maggio 2025. È il giorno della delibera numero 86, l’atto di nascita della controversa passerella in legno larga un metro e mezzo alla spiaggia del Pezzolo. A distanza di quasi un anno, il 17 febbraio 2026, il Comune torna a "chiarire nuovamente" i termini dell’accordo. Ma in politica, quando si è costretti a spiegare troppe volte la stessa cosa, il problema non è più tecnico: è di consenso. L’ultimo chiarimento sul cosiddetto Lotto AF-03 suona come un disco rotto: l’opera è a spese del privato, la manutenzione è del privato, la pulizia è del privato. Eppure, la vera notizia non risiede nel ribadire clausole già note, ma nel modo in cui questa battaglia viene combattuta. In un’epoca in cui il dissenso si consuma spesso nello spazio sterile di un "mi piace" o di un post indignato — sfoghi necessari ma che raramente spostano gli equilibri del potere — i consiglieri di “Un’altra Vico è possibile” hanno tracciato un confine netto tra il rumore e i fatti. Mentre il "popolo del web" si limitava alla protesta virtuale, il movimento portava lo scontro nell'unico luogo dove le decisioni possono essere davvero ribaltate: il Consiglio Comunale. Lo scorso giugno, i consiglieri non si sono fermati alla denuncia: hanno preteso la revoca formale della delibera. È stato quello il momento della verità. È stato lì che la maggioranza del sindaco Giuseppe Aiello ha rischiato lo schianto, salvandosi per un solo voto — quello del Presidente del Consiglio Andrea Buonocore. Un voto che ha sollevato dubbi sulla natura super partes della carica e che ha certificato la profonda solitudine del Primo Cittadino. Quando gruppi interi come Fratelli d’Italia, Forza Italia e UdC scelsero il silenzio e l'assenza, il messaggio fu inequivocabile: su quella passerella la maggioranza non voleva camminarci. Se oggi quella crepa politica è visibile a tutti, lo si deve esclusivamente alla determinazione di chi ha saputo trasformare il malumore dei vicoli e delle piazze in una mozione istituzionale.
"Un’altra Vico è possibile" ha scoperchiato un paradosso amministrativo: l’uso di una "sponsorizzazione tecnica" legata a una Villa Romana ormai ridotta a fantasma archeologico. Un grimaldello giuridico utile solo a giustificare un’opera che pare servire più alle golf car dei resort che al cittadino in cerca di un tramonto. La resistenza di questo gruppo non è un "no" ideologico né un urlo da tastiera. È la dimostrazione che tra la rassegnazione di chi subisce e la rabbia di chi scrive post, esiste la Politica con la P maiuscola: quella che entra nei palazzi, studia le carte, conta i voti e mette in crisi un sistema che vorrebbe trasformare una spiaggia pubblica in un tappeto rosso per pochi privilegiati. La spiaggia che porta al Pezzolo non ha bisogno di ulteriori "chiarimenti" tecnici, ma di atti di coraggio. E l’atto più grande, oggi, è quello di chi non smette di lottare nelle sedi opportune perché il bene pubblico resti, fieramente, di tutti.

Nessun commento:
Posta un commento