lunedì 23 febbraio 2026

“Intrecci” d’Autore a Seiano: se la pizza diventa un racconto di mare e Vesuvio

Vico Equense - Ci sono serate che non si limitano a riempire una sala, ma che lasciano nell’aria una scia persistente di profumi e suggestioni. È quanto accaduto mercoledì 18 febbraio sulla terrazza di Saporì Pizza e Qualcos’Altro, all’interno del prestigioso Grand Hotel Angiolieri, dove il debutto del ciclo “Intrecci” ha trasformato la cena in un palcoscenico di pura identità gastronomica. L’evento ha visto protagonista un connubio d’eccezione: Carmine Pellone (Fonderì Pizza Glamour) ha intrecciato la sua tecnica con quella di Fernando Speranza, pizzaiolo resident di Saporì, e con il tocco raffinato dello chef Fabrizio De Simone del ristorante stellato L’Accanto. A chiudere il cerchio, l’eleganza vulcanica dei vini di Casa Setaro, presentati da Massimo Setaro. Sotto la regia attenta di Fabio Disanto, responsabile di Saporì, la serata è scivolata via tra applausi e brindisi, dimostrando come l’accoglienza d’eccellenza sia il collante perfetto per l’alta cucina. Il sipario si è alzato su un cubo croccante cacio e pepe, uno scrigno dorato che ha immediatamente dichiarato le intenzioni della serata: gusto totale e carattere. Il viaggio è proseguito con la pizza “Rinforzo contemporaneo”, un omaggio tecnico al territorio: vellutata di cavolfiore, fior di latte delle colline vicane, baccalà a bassa temperatura e papaccelle. Un equilibrio magistrale esaltato dalla verticalità dello spumante Pietrafumante (Metodo Classico da uve Caprettone).

L’intensità è salita con la “Ciabatta mare e terra” al carbone vegetale, un dialogo tra le alici del Cantabrico e la freschezza dello zest di limone, accompagnata dalla mineralità del Lacryma Christi Munazei Bianco. Sorprendente per struttura e complessità la “Pere e Gorgonzola” (servita anche in versione gluten free), una pala ai multicereali dove la dolcezza del miele di castagno ha trovato il suo match ideale nel Vesuvio Caprettone Aryete. Il momento di massima opulenza è arrivato con il “Partenopeo”, un padellino fritto e ripassato al forno con genovese di salsiccia e fonduta di Provolone del Monaco DOP. Una vera dichiarazione d’amore alla napoletanità, resa vibrante dal Piedirosso Fuocoallegro. La chiusura, affidata a un pasticciotto crema e amarena, è stata una carezza familiare che ha ricondotto gli ospiti alla memoria e alle radici. In una sala gremita ed entusiasta, la pizza si è fatta racconto colto e popolare allo stesso tempo. Il successo di "Intrecci" non è stato un dettaglio, ma la naturale conseguenza di un incontro tra professionisti che hanno saputo mettere al centro il sentimento e la materia prima. Se il buongiorno si vede dal debutto, la stagione di Saporì si preannuncia indimenticabile.

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