Il 4 marzo, presso il ristorante "Francesco e Co.", la chef Rosanna Fienga e lo storico Giuseppe Plaitano svelano il segreto di un’antica ricetta conventuale che stregò Re Ferdinando
Castellammare di Stabia - Esistono sapori capaci di sfidare i secoli, frammenti di storia che non si leggono sui libri, ma si assaporano. Uno di questi è la Barchiglia, l’antico dolce stabiese che si appresta a vivere una nuova stagione di gloria. L’appuntamento è fissato per il 4 marzo alle ore 17:30, presso il ristorante Francesco e Co., per un evento che promette di essere molto più di una semplice degustazione. A guidare questo viaggio nel tempo saranno la chef e scrittrice Rosanna Fienga e lo storico Giuseppe Plaitano, presidente dell’omonimo Archivio. Proprio Plaitano ha riportato alla luce preziosi scritti che descrivono la barchiglia come il simbolo gastronomico di Castellammare già due secoli fa. Un "piccolo scrigno gustoso" la cui fama era tale da giungere fino ai palazzi reali: persino Ferdinando di Borbone ne faceva menzione nelle sue lettere alla seconda moglie, tessendo le lodi di una prelibatezza che racchiudeva in sé l’eleganza della corte delle Due Sicilie. Nata tra le mura silenziose di un convento, la barchiglia è un’opera d’arte che richiede cura e devozione. "Non è una semplice ricetta" – spiega Giuseppe Plaitano – "ma una partitura di sapori dove ogni ingrediente è una nota che risuona da secoli. È un’opera d’arte effimera che muore nel palato per rinascere nella memoria". In cucina, il compito di ridare vita a questa melodia di ingredienti è affidato alle mani esperte di Rosanna Fienga. Per la chef, riproporre la barchiglia significa compiere un atto d'amore verso le proprie radici:
"È un dolce che vuole rinascere dall’oblio per raccontare un territorio aspro e antico, capace di declinare la cultura di una dinastia che ha reso la nostra una delle corti più raffinate dell'epoca". L'evento di presentazione vedrà la partecipazione di autorità civili e religiose, associazioni e scuole del territorio, a testimonianza di quanto la riscoperta delle tradizioni sia fondamentale per l'identità locale. La barchiglia non è solo un dolce, ma un manifesto culturale: il Sud che riemerge, fiero e profumato di Mediterraneo, pronto a rivoluzionare il presente partendo dalla propria storia.

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