Vico Equense - Non è mai un fulmine a ciel sereno quando un sindaco decide di ricalibrare l'autonomia della propria squadra. Il decreto numero 12 del 13 febbraio 2026, con cui Giuseppe Aiello ha revocato le deleghe all’intero esecutivo, rappresenta l’atto finale di un logoramento che – al di là dei proclami ufficiali sul "rilancio amministrativo" – trova riscontri oggettivi e gelidi tra le pieghe dell’Albo Pretorio. C’è un dato che, più di ogni altro, fotografa la crisi: la sedia vuota. Le assenze del rappresentante di Fratelli d’Italia nelle ultime sedute di Giunta non sono più derubricabili a casualità istituzionali o impegni dell’ultima ora. Quando un assessore di peso manca sistematicamente al momento del voto, il messaggio non è organizzativo, ma squisitamente politico. Il silenzio del partito di Giorgia Meloni si fa fragoroso su un tema caldissimo: il project financing della Marina di Aequa. Il fatto che FdI non abbia apposto la propria firma su uno dei progetti più strategici (e divisivi) della consiliatura denuncia un cortocircuito evidente. Come interpretare questo disimpegno? È difficile non leggervi un segnale di profondo malessere o, in una lettura più smaliziata, un tentativo di "frenata assistita" per forzare un riassetto degli equilibri di potere. Forte del vento nazionale, Fratelli d’Italia sembra rivendicare a Vico Equense un peso specifico che non ritiene più garantito dagli attuali assetti. La risposta di Aiello è stata un azzardo calcolato. Con l’azzeramento delle deleghe, il Primo Cittadino ha smesso di subire il logoramento passivo e ha passato la palla agli alleati. Non si tratta di una bocciatura tecnica dei singoli profili, ma di un vero e proprio "altolà" politico: un atto di forza per stanare gli assenteisti e costringerli a uscire dall'ambiguità delle stanze vuote. Ora, sgombrato il campo dalle deleghe e azzerato il cronometro, resta sul tavolo l’unica domanda che conta: Fratelli d’Italia intende ancora sostenere attivamente il programma di mandato? La risposta non potrà più tardare.

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