giovedì 19 febbraio 2026

Vico Equense. Il tramonto dei totem: il PD boccia gli «orpelli urbani»

Vico Equense - Nella complessa sfida di modernizzare l'accoglienza turistica in Penisola Sorrentina, i totem digitali di Vico Equense sono passati rapidamente da simboli di avanguardia a oggetto di accesa disputa politica. Al centro della polemica non c’è solo la funzionalità tecnica, ma il valore stesso di un investimento che la sezione locale del Partito Democratico non ha esitato a definire, senza mezzi termini, dei semplici "orpelli urbani". Bisogna avere il coraggio di ammetterlo: i totem informativi, per come li abbiamo conosciuti, hanno fatto il loro tempo. Nati in un'epoca di transizione, oggi appaiono come dinosauri tecnologici in un mondo dove lo smartphone ha già vinto ogni battaglia sulla reperibilità delle informazioni. Definire un'opera pubblica un "orpello" significa denunciarne la natura superflua: un oggetto che adorna ma non serve, che occupa spazio senza generare valore. La critica del Circolo PD colpisce nel segno di un malessere diffuso tra i cittadini: la percezione di un costo pubblico non giustificato, destinato a dispositivi che spesso restano spenti, illeggibili o semplicemente ignorati. Il paradosso è evidente sotto gli occhi di chi passeggia per le strade di Vico. Mentre si punta a digitalizzare l'esperienza turistica, questi monoliti rischiano di diventare monumenti all'obsolescenza programmata. In un momento in cui la gestione delle risorse comunali richiede priorità ferree, l'esborso per la loro continua manutenzione viene visto come una distrazione economica rispetto a problemi urgenti come la viabilità, il decoro o la cura quotidiana del territorio. Oggi la vera scelta amministrativa lungimirante non è più "fare un salto di qualità" nei contenuti o accanirsi nel ripararli, ma valutarne seriamente la rimozione.

 

Liberare i marciapiedi da queste strutture ingombranti e costose restituirebbe dignità agli spazi comuni, spostando le risorse digitali laddove i turisti le cercano davvero: nelle app e nei servizi mobile integrati. Senza un cambio di rotta radicale, la definizione di "orpelli urbani" resterà l'epitaffio di un progetto che ha confuso la modernità con la semplice apparenza. Togliere i totem non significherebbe rinunciare alla tecnologia, ma ammettere con onestà che il territorio ha bisogno di servizi reali e tangibili, non di schermi che brillano nel vuoto gravando sulle tasche della collettività.

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