Vico Equense - Nel teatro della politica locale, accade talvolta che il sipario si alzi su una scena insolita: una Giunta comunale che si riunisce, discute e delibera, nonostante gli assessori che siedono attorno al tavolo siano, tecnicamente, "senza portafoglio". Niente deleghe alle politiche sociali o al bilancio, nessuna competenza specifica sull’Urbanistica. Eppure, le macchine amministrative non si fermano. A un occhio profano, questo potrebbe sembrare un cortocircuito istituzionale. Com’è possibile governare una città se nessuno ha il "comando" ufficiale della propria materia? La risposta risiede in un tecnicismo del diritto amministrativo che, spesso, funge da paracadute nelle fasi di crisi o di rimpasto. Secondo il Testo Unico degli Enti Locali, la Giunta è un organo collegiale. Questo significa che la forza decisionale risiede nell’insieme, non nel singolo. La delega che il Sindaco conferisce ai suoi assessori non è un trasferimento di potere sovrano, ma una mera modalità organizzativa. In parole povere: l’assessore senza delega resta un assessore a pieno titolo. Può votare, può deliberare e può concorrere a determinare il destino del Comune. La legge, in questo senso, privilegia la continuità: la città non può restare paralizzata dai tempi della politica, dalle trattative per un assessorato o dalle fibrillazioni di una maggioranza in cerca di equilibrio. Finché c’è la nomina e c’è il numero legale, la Giunta è legittimata a produrre atti. Se però dal punto di vista del diritto l’atto è blindato, dal punto di vista politico la questione è ben diversa. Una Giunta che delibera stabilmente senza deleghe è una Giunta "monca". È un segnale di stallo, il sintomo di un Sindaco che fatica a trovare la quadra o che preferisce accentrare tutto su di sé, riducendo i propri assessori a semplici spettatori con diritto di voto.
Senza deleghe manca l’istruttoria politica, manca quel referente quotidiano con cui i cittadini e gli uffici possono interfacciarsi per risolvere i problemi specifici. Si naviga a vista, garantendo l'ordinario ma faticando a progettare lo straordinario. Ben venga la flessibilità del diritto che impedisce il blocco dei servizi essenziali. Ma la politica non può nascondersi troppo a lungo dietro la legittimità formale. Una Giunta senza deleghe è come un’orchestra dove tutti sanno leggere lo spartito, ma nessuno sa quale strumento deve suonare. Si può produrre suono, certo, ma per fare musica serve armonia e, soprattutto, chiarezza di ruoli. Al cittadino poco importa del comma del TUEL; importa che chi siede in quel palazzo abbia la responsabilità – e l'onere – di una delega chiara da portare avanti. Per tutto il resto, c'è la gestione ordinaria, ma quella non è politica: è sopravvivenza.

Nessun commento:
Posta un commento