domenica 22 febbraio 2026

Il paradosso di Vico Equense: tra una sedia vuota a destra e una sedia occupata a sinistra

A Vico Equense la politica sembra aver smarrito la bussola. Mentre il sindaco Giuseppe Aiello tenta di ricomporre il mosaico del governo cittadino dopo il recente azzeramento delle deleghe, Palazzo di Città si trasforma in un singolare teatro dell’assurdo ideologico. È qui che la rigida geometria dei blocchi contrapposti – centrodestra contro centrosinistra – si infrange contro una realtà fatta di cortocircuiti evidenti: sedie lasciate vuote dai naturali alleati di coalizione e poltrone occupate stabilmente da chi, fino a ieri, marciava sotto bandiere diametralmente opposte. Mentre il partito di Giorgia Meloni consolida il proprio primato nei sondaggi nazionali e detta l'agenda del Paese, a Vico Equense la sua presenza nell’esecutivo è diventata un’incognita che rasenta l'irrilevanza. Se a destra si registra un vuoto di potere, l’area centrista appare presidiata da una forza che solleva più di un interrogativo sulla coerenza del progetto amministrativo. La lista "Tra la gente” resta un pilastro inamovibile della squadra di Aiello, nonostante un pedigree elettorale di segno opposto. È ancora nitido, infatti, il ricordo delle scorse consultazioni regionali, quando la formazione sostenne apertamente lo schieramento di centrosinistra, ponendosi in netto contrasto con quelle forze di centrodestra che oggi si ritrova ad affiancare. Questa convivenza forzata genera un ibrido amministrativo: un governo di trazione centrodestrista bilanciato, nei fatti, da chi ha lavorato per il successo del campo avverso in Regione.


È un "trasversalismo" che, se da un lato garantisce i numeri necessari in Consiglio, dall'altro sbiadisce i confini dell'offerta politica, lasciando l'elettorato in un comprensibile stato di disorientamento. In una fase in cui la città è chiamata a rispondere a sfide urgenti l’interrogativo che rimbalza tra i banchi dell'opposizione e nelle piazze è uno solo: può un’amministrazione governare con efficacia se i suoi confini ideologici sono così labili da sovrapporre alleati e avversari? La risposta non tarderà ad arrivare. A breve il sindaco dovrà decidere se riportare la nave nel porto della coerenza politica o se continuare a navigare nelle acque, decisamente più agitate, della sopravvivenza numerica.

Nessun commento: