venerdì 27 febbraio 2026

Attaccare il Sindaco non riaprirà il Pronto Soccorso: perché la politica del dialogo è l’ultima speranza per Vico

Giuseppe Aiello e Michele Cannavacciuolo
Vico Equense - In un clima di comprensibile esasperazione per le carenze del servizio sanitario locale, è facile cedere alla tentazione di individuare un unico colpevole. Tuttavia, puntare l’indice contro il Sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, accusandolo di "silenzio" o "ipocrisia" dopo l’incontro in Regione dello scorso 23 febbraio, non solo è ingeneroso, ma rischia di essere profondamente controproducente per la causa stessa. Essere in piazza l’11 febbraio, con la fascia tricolore, non è stato un atto di sciacallaggio politico, ma un doveroso atto di presenza istituzionale. Un Sindaco che marcia con i propri cittadini non sta "rubando la scena", sta certificando che la battaglia per il Pronto Soccorso non è una protesta di parte, ma un’esigenza di una intera comunità che lui rappresenta. Tuttavia, il ruolo di un primo cittadino cambia drasticamente quando si passa dal marciapiede al tavolo delle trattative. Se in piazza si urla per i diritti, nelle sedi regionali si deve trattare sui fatti, sulle normative e sui numeri. Trasformare un tavolo tecnico in un’arena di slogan non serve a riaprire i reparti, ma solo a chiudere le porte del dialogo con chi, di fatto, ha il potere di decidere: la Regione. Il futuro dell'Ospedale De Luca e Rossano e la gestione delle ambulanze medicalizzate dipendono da una programmazione regionale complessa, legata a vincoli di bilancio e carenze di personale medico che affliggono l'intero Paese. Il Sindaco Aiello, scegliendo una linea di prudenza e dialogo, sta probabilmente cercando di ottenere il massimo risultato possibile senza rompere i rapporti con Palazzo Santa Lucia. Una rottura frontale e urlata porterebbe a titoli di giornale più altisonanti, ma difficilmente porterebbe un solo medico in più a Vico Equense. La diplomazia non è mancanza di coraggio, è pragmatismo. Attaccare il Sindaco come se fosse l'unico responsabile della chiusura del Pronto Soccorso è un errore prospettico. La sanità è una competenza regionale.

 

Chiedere ad Aiello di risolvere da solo un problema strutturale campano è intellettualmente disonesto. Egli è un mediatore, non il decisore ultimo. Invece di gridare all'ipocrisia, la comunità dovrebbe fare scudo attorno al proprio rappresentante, rafforzando la sua posizione negoziale. Indebolire il Sindaco significa indebolire la voce di Vico Equense a Napoli. La rabbia per la mancanza di soccorsi celeri è legittima e sacrosanta, ed è la stessa che il Sindaco ha portato con sé in Regione. Ma la politica ha tempi e linguaggi diversi dalla piazza. Difendere l'operato di Giuseppe Aiello oggi significa comprendere che la battaglia per la salute si vince con la tenacia della formica, non con il ruggito del leone che resta fine a se stesso. La verità che la città deve accettare è che la strada è in salita, ma percorrerla attaccando chi guida la carovana non ci farà arrivare a destinazione più in fretta.

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