Vico Equense può ancora definirsi una città a misura dei suoi abitanti? A sollevare l’interrogativo è Francesca Esposito (foto), esponente dem in Consiglio Comunale, che in un recente intervento ha tracciato un bilancio critico sulla gestione del territorio. Per la consigliera, la distanza tra le scelte politiche attuali e la vita quotidiana dei cittadini è diventata ormai una questione di identità e diritti negati. In un intervento che tocca i nervi scoperti del territorio, la rappresentante del Partito Democratico dipinge un quadro severo, denunciando come il quotidiano sia diventato per molti una vera corsa a ostacoli. Dalle criticità nella gestione dei rifiuti alle barriere che limitano la disabilità, fino al tema scottante della gestione delle spiagge, l'accusa è chiara: la città sembra aver smarrito la sua vocazione umana. Particolarmente incisivo è il riferimento alla questione abitativa. In una terra che vive di turismo, i giovani sono spesso costretti a guardare altrove per costruire un futuro, soffocati dalla mancanza di alloggi a prezzi accessibili. È l’allarme di una comunità che rischia di svuotarsi della sua linfa vitale, preferendo il profitto immediato alla stabilità sociale. "Noi siamo altro", scandisce la consigliera nel suo video-intervento a Vico Vibes (CLICCA QUI). La sua visione non è una semplice opposizione "contro" qualcuno, ma una proposta "per" qualcosa di diverso. Il fulcro del ragionamento è la necessità di una nuova coesistenza tra interessi pubblici e privati, con una gerarchia di valori che non ammette deroghe: il bene comune deve tornare ad avere la priorità. Dalle mamme lavoratrici agli anziani, dalle donne ai soggetti più fragili, la Esposito reclama un’attenzione che vada oltre la semplice manutenzione ordinaria, puntando a una programmazione di lungo periodo che rompa il monopolio politico che governa la città da oltre vent'anni. Francesca Esposito lancia così un guanto di sfida a una classe dirigente accusata di aver perso il contatto con la realtà. Proporre un'idea di città "diametralmente opposta" significa oggi avere il coraggio di scardinare logiche consolidate e rimettere al centro i diritti. Vico Equense si trova davanti a un bivio: continuare lungo un solco tracciato da due decenni o tentare la strada di una politica che sappia finalmente ascoltare chi, fino ad oggi, è rimasto ai margini.
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