Vico Equense - Non è solo una questione di cifre, ma di visione del territorio. La delibera di Giunta numero 20 del 4 febbraio 2026 ha scatenato un vero e proprio terremoto politico a Vico Equense. Al centro del sisma c’è il Project Financing per il restyling di Marina d’Aequa e il recupero di Tordigliano: un investimento da quasi 14 milioni di euro che ha tracciato un solco profondo tra l’amministrazione comunale e le minoranze consiliari. Per il primo cittadino Giuseppe Aiello, il progetto non è un semplice restyling, ma un’operazione di salvataggio del borgo marinaro. La strategia della giunta si fonda su un delicato equilibrio tra capitali privati e utilità pubblica. I pilastri del piano prevedono opere marittime cruciali per la difesa della costa e l’adeguamento dei moli, garantendo una sicurezza attesa da anni. Sul fronte della fruibilità, la sfida più ambiziosa riguarda Tordigliano: il recupero del sentiero, oggi impervio e quasi inaccessibile, permetterebbe di restituire l'area alla libera fruizione. L’obiettivo dichiarato è un rilancio economico che passi per un nuovo layout dell’approdo turistico e il miglioramento di piazze e camminamenti, restituendo dignità a Marina d'Aequa senza sacrificarne l'identità. Il tutto a "rischio zero" per le casse comunali: sarà infatti il privato ad assumersi l’onere dell’investimento e della manutenzione per l’intera durata della concessione. Di parere diametralmente opposto è il fronte delle minoranze. I consiglieri Maurizio Cinque, Giuseppe Ferraro, Luigi Vanacore, Luigi Cioffi, Raffaele Giannico e Francesca Esposito hanno affidato a un manifesto pubblico la loro ferma opposizione a quella che definiscono una vera e propria «privatizzazione mascherata». Secondo i firmatari, lo strumento del project financing sarebbe un escamotage tecnico per consegnare il litorale agli imprenditori locali, aggirando nei fatti i principi della direttiva Bolkestein. Il timore più grande riguarda le spiagge libere: l’opposizione denuncia il rischio di una drastica riduzione degli spazi a libero accesso, un processo che considerano già avviato con il recente Piano Attuativo del Demanio (PAD).
L’accusa è pesante: si starebbe svendendo il patrimonio identitario e la "cosa pubblica" per favorire interessi privati, condannando il territorio a una gestione vincolata per i decenni a venire. Mentre la macchina amministrativa prosegue verso la fase operativa, il clima in città si fa sempre più teso. Quella che era nata come una sfida tecnica ed economica si è trasformata in una battaglia sociale. Il futuro di Marina d'Aequa e Tordigliano dipenderà dalla capacità di trovare una sintesi tra la necessità di modernizzare le infrastrutture e il diritto inalienabile dei cittadini di godere liberamente del proprio mare. L'opposizione ha già annunciato che la battaglia continuerà nelle piazze, promettendo di dare filo da torcere a un progetto destinato a cambiare per sempre il volto costiero di Vico Equense.
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