Vico Equense - Non si placa la bufera politica sulle concessioni balneari e sui costi di accesso ai lidi per la prossima stagione estiva. Al centro del dibattito finisce la gestione della comunicazione dell’Amministrazione comunale, duramente contestata dal movimento politico Vico Equa. Il gruppo, che alle scorse elezioni aveva condiviso il percorso con la lista di maggioranza L 845, rompe il silenzio con un affondo frontale che mette in dubbio la trasparenza dei provvedimenti annunciati per i cittadini. Il nodo del contendere riguarda la presunta "scontistica sociale" sbandierata nei giorni scorsi da Palazzo di Città. Secondo quanto denunciato da Vico Equa, l’annuncio di un taglio del 50% sulle tariffe per i residenti nasconderebbe, in realtà, un meccanismo contabile ben diverso. «Imponendo 8 euro per un lettino ai non residenti e applicando lo sconto del 50% ai residenti, si arriva a un costo finale che si traduce in un aumento di 1 euro per i cittadini locali rispetto al passato», spiegano i rappresentanti del movimento. Un paradosso che, secondo l'opposizione interna, "smascherebbe" la narrazione dell'Amministrazione, volta a presentare come un privilegio quello che di fatto sarebbe un rincaro. Secondo l'analisi di Vico Equa, l'Amministrazione si sarebbe trovata stretta tra due fuochi: da un lato le richieste degli operatori balneari (orientati all'aumento dei prezzi dei servizi) e dall'altro la necessità di non perdere il consenso della popolazione. «Si è scelto di fare un annuncio "paraculo" per evitare critiche», incalzano dal movimento, riferendosi alle dichiarazioni ufficiali che descrivevano il mare come "un diritto e non un privilegio". La tesi di Vico Equa è che i nodi siano venuti al pettine nel momento in cui i gestori hanno realizzato che il tetto massimo di 8 euro per i turisti avrebbe causato perdite superiori al guadagno derivante dal rincaro di 1 euro sui residenti, portando a una repentina "marcia indietro".
Il comunicato del gruppo politico si chiude con un richiamo alla coerenza amministrativa. Per Vico Equa, il ricorso a una comunicazione definita "poco trasparente" è fonte di frustrazione per la cittadinanza, che si aspetterebbe un approccio più diretto, anche nel caso di decisioni impopolari come l'adeguamento dei listini. Ad oggi, la questione resta aperta: mentre la stagione turistica 2026 è ormai alle porte, i residenti attendono di capire quanto effettivamente costerà una giornata al mare sulle spiagge di casa. Quello che è certo è che la "pace" elettorale tra i gruppi che avevano sostenuto l'attuale maggioranza sembra ormai un ricordo lontano, infrantosi contro la gestione dei preziosi arenili della Penisola.

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