Scontri di Torino: “Ennesima dimostrazione della piena autonomia e indipendenza del Giudice”
Vico Equense - Non capita spesso di vedere uno dei magistrati più famosi d'Italia, Henry John Woodcock (foto), "sul banco degli imputati", pronto a rispondere non a colleghi o avvocati, ma a una platea di studenti. È successo ieri nella suggestiva cornice della Sala delle Colonne dell'Istituto Santissima Trinità e Paradiso, dove il Forum dei Giovani di Vico Equense ha orchestrato un confronto serrato sui temi caldi della giustizia. L’intervento di Woodcock ha preso le mosse dai fatti di cronaca più recenti: gli scontri di Torino. Commentando la decisione del GIP di non concedere il carcere richiesto dalla Procura per i manifestanti, il PM ha sorpreso i presenti definendo la scelta come l'ennesima prova che il sistema funziona: “È la dimostrazione della piena autonomia e dell’assoluta indipendenza del giudice rispetto all’Ufficio del pubblico ministero”. Tuttavia, Woodcock ha lanciato un monito severo sulla tenuta dell’ordine pubblico, ricordando come la storia del terrorismo insegni che le istituzioni devono "fare blocco" contro la violenza. “Bisogna fare attenzione a non dare, magari per guadagnare qualche voto, la sensazione di essere divisi”, ha ammonito, riferendosi al rischio che la politica soffi sul fuoco del disagio sociale. L'evento, sostenuto dall’Associazione "La casa di tutti", è nato con una missione educativa precisa: preparare i ragazzi al referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026.
Sul tavolo, temi tecnici ma con impatti profondi sulla vita dei cittadini: la separazione delle carriere e la nuova struttura del CSM. Affiancato dall’avvocato penalista Elena Coccia, Woodcock non ha usato giri di parole per definire la riforma in atto: “Pericolosa”. Secondo il magistrato, il rischio è una compressione dell'autonomia della magistratura che minerebbe le fondamenta stesse del diritto. La Coccia ha contribuito al dibattito offrendo il punto di vista del foro, garantendo quel pluralismo necessario a una platea di giovanissimi che tra poche settimane saranno chiamati alle urne. Gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per la riuscita dell'incontro: “Il magistrato ha accettato di stare sul banco degli imputati per scardinare il linguaggio tecnico del diritto e portarlo alla portata di tutti”. In un momento in cui la magistratura è sotto i riflettori del legislatore, Vico Equense ha dimostrato che il dialogo tra chi applica le leggi e chi le vota è l'unica strada per una cittadinanza consapevole. L'appuntamento di ieri non è stato solo un convegno, ma un vero laboratorio di partecipazione civica, dove il futuro della giustizia italiana è passato attraverso le domande, a tratti scomode, delle nuove generazioni.

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