Vico Equense - Un post pubblicato sulla pagina social Aequa News accende il dibattito cittadino. Al centro della polemica finisce la Marina di Vico che, secondo una dura nota diffusa nelle ultime ore, starebbe vivendo un profondo scollamento tra le promesse istituzionali e la realtà dei fatti. L'accusa è diretta e circostanziata: nonostante il capitolato d'appalto preveda esplicitamente lo spazzamento e la pulizia costante delle aree stradali, i residenti lamentano un'assenza cronica di interventi. «Le carte dicono una cosa, i fatti un’altra», si legge nella denuncia, che punta il dito contro una gestione dell'igiene urbana giudicata discontinua e superficiale, specialmente nelle zone più sensibili del litorale. Il dossier solleva interrogativi pesanti anche sulla gestione degli spazi demaniali. Sotto la lente finiscono i diportisti – accusati di scarsa cura dell'arenile e mancanza di decoro estetico, con riferimento a coperture per le barche disomogenee – ma soprattutto il delicato capitolo dei pescatori. Il post parla apertamente di "finti pescatori" e di baracche occupate senza criteri trasparenti o bandi pubblici, citando persino episodi di occupazione forzata che minano il senso di legalità del borgo. Chi controlla queste strutture? Con quali criteri vengono assegnate? Sono queste le domande che, per ora, restano senza una risposta ufficiale da parte degli organi competenti. L'aspetto più paradossale riguarda però il piazzale sovrastante la spiaggia della Ponticella. Se in estate il Comune appare puntuale nell'attivazione delle strisce blu per la sosta a pagamento, non sembra altrettanto solerte sul fronte della manutenzione ordinaria: da oltre dieci anni, infatti, il muro di cinta mostra i ferri dell'armatura scoperti.
A pochi metri, i costoni privati versano nel degrado, tra accumuli di rifiuti e dispute legali infinite che sembrano aver paralizzato ogni intervento di bonifica. La nota si chiude con un quesito che è insieme economico e politico: che fine fanno i proventi delle concessioni, dei bar e dei parcheggi? La percezione diffusa è quella di una mancanza di visione d'insieme, col rischio che la Marina perda la sua identità di comunità per trasformarsi in mero "terreno di speculazione". Mentre l'Amministrazione Comunale continua a presentare piani di riqualificazione a lungo termine, la cittadinanza esige risposte immediate sul presente. Perché, come recita il monito finale del post che sta facendo il giro del web: «Vico si ama, non si specula su di essa».

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