sabato 14 febbraio 2026

Rifiuti, Vico Equense "torna" in Penisola: ufficiale il passaggio al SAD 1, ma restano le ombre su gestione e costi

Dopo anni di separazione, il Comune si ricongiunge ufficialmente alla Penisola Sorrentina. Una svolta che promette coerenza territoriale, ma che si scontra con l'emergenza dell'isola ecologica e i dubbi politici sulla futura società di gestione 

Vico Equense - Per anni è stata l'anomalia geografica della Penisola Sorrentina: porta d’accesso della costiera, ma inserita amministrativamente nel Sotto Ambito Distrettuale (SAD) 2 insieme a Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Oggi, con l’ultima delibera dell’Ente d’Ambito Napoli 3, questa distanza burocratica viene cancellata: Vico Equense entra ufficialmente nel SAD 1, unendosi a Meta, Piano, Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense. Il provvedimento nasce dalla necessità di uniformare la gestione dei rifiuti in un territorio a fortissima vocazione turistica. Il passaggio al SAD 1 comporta una ricalibratura delle risorse: i fondi per i Piani Industriali della raccolta differenziata verranno ora stornati dal polo stabiese verso quello peninsulare, proporzionalmente alla dimensione demografica di Vico. Tuttavia, il clima di entusiasmo istituzionale è scosso dalle parole dell’ex consigliere comunale Giuseppe Alvino, che pone l'accento su questioni irrisolte che rischiano di rendere il passaggio al SAD 1 un’operazione solo sulla carta. "Avere i cassoni all'ingresso della città non è uno spettacolo decoroso," ha incalzato Alvino, riferendosi alla perdurante chiusura dell'isola ecologica. Nonostante investimenti in somma urgenza per oltre 200 mila euro a seguito di eventi franosi e sequestri, l'area resta inagibile. Alvino lancia una provocazione: "è ancora quel sito il posto giusto dove stoccare i rifiuti di Vico, o il nuovo assetto del SAD dovrebbe spingere verso una ricollocazione definitiva?" Ma la vera partita si gioca sul modello di gestione e su i costi di un modello in house, da sempre contrastato dall'attuale amministrazione.

 

"Non è chiaro perché non abbiamo partecipato alle riunioni chiave dell'Ente d'Ambito, e ci siamo trovati a fare ricorsi e contro ricorsi che alla fine non hanno portato a nessun risultato, anzi" denuncia l'ex consigliere, evidenziando un corto circuito comunicativo. Il rischio è che Vico Equense entri nel nuovo ambito senza una visione condivisa sulla società che dovrà materialmente raccogliere i rifiuti, col rischio di trovarsi isolata nelle scelte strategiche e con la variabile dei futuri costi della Tari per i cittadini. La sfida per l'amministrazione sarà ora dimostrare che questo "ritorno a casa" non sia solo un trasloco burocratico, ma la soluzione definitiva ai cassoni in strada e alle incertezze societarie che da troppo tempo pesano sulle tasche dei cittadini.

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