Vico Equense - "Il diritto alla salute non può essere negato a nessuno". Con queste parole, il consigliere comunale della lista civica "Un'altra Vico è possibile", Giuseppe Ferraro, torna a scuotere i palazzi del potere regionale, mettendo nel mirino la nuova giunta e chiedendo un atto di discontinuità rispetto al passato. Il caso dell’Ospedale "De Luca e Rossano" resta una ferita aperta nel cuore della Penisola Sorrentina. Chiuso nel 2020 – ufficialmente per l’emergenza pandemica – il punto di primo intervento non è mai tornato a pieno regime, lasciando una comunità di oltre 20 mila abitanti senza un presidio d’emergenza vitale. Al centro della strategia di Ferraro c’è il riconoscimento di Vico Equense come zona disagiata, una battaglia che il consigliere porta avanti con determinazione. Grazie alle sue mozioni, è stato sollevato il tema della complessità orografica del territorio: un comune vasto, con numerose frazioni collinari e collegamenti stradali precari. Ferraro ha insistito affinché la Regione riconoscesse queste criticità logistiche, trasformando lo status di "zona disagiata" in un obbligo normativo per ripristinare i servizi di emergenza. Pochi giorni fa, una fiaccolata silenziosa ha attraversato le strade della città, testimoniando l'esasperazione dei cittadini. Secondo Ferraro, il tempo delle promesse è scaduto: "Ora la nuova giunta regionale deve occuparsi concretamente della riapertura". Il consigliere ha ribadito che la geografia locale rende il "fattore tempo" determinante nei casi di infarto o traumi gravi, rendendo inaccettabile il trasferimento sistematico verso i già congestionati ospedali di Sorrento o Castellammare.
La mancanza di un Pronto Soccorso è anche un paradosso per una meta del turismo internazionale. La sicurezza sanitaria è un pilastro dell'accoglienza e l'assenza di un presidio immediato danneggia l'immagine dell'intera Penisola. La palla passa ora alla Regione. La comunità di Vico Equense, forte del riconoscimento di zona disagiata, attende ora un segnale concreto: non una nuova passerella politica, ma la firma sul decreto che restituisca al "De Luca e Rossano" la sua funzione di presidio salva-vita.
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