Vico Equense - Venerdì 27 febbraio - in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2026, partirà da Piazza Marconi una marcia urbana, finalizzata a dare visibilità, ascolto e sostegno a chi vive con una malattia rara. Guidati da Anna Savarese , Campionessa mondiale di Marcia e madrina dell’iniziativa - ci metteremo in cammino, sostenendo con il nostro passo la campagna di sensibilizzazione nazionale coordinata da Uniamo Federazione Italiana Malattie Rare , e quanti ogni giorno affrontano un percorso raro. È fondamentale dare voce a chi vive con una malattia rara, e accendere i riflettori portando all'attenzione di tutti le necessità, i bisogni e le difficoltà che i pazienti rari e loro familiari e caregivers - incontrano nella vita quotidiana. Il raduno è previsto per le ore 9.30; la marcia proseguirà per via Santa Sofia e via Roma – fino a Piazzale Siani. Qui si svolgerà un momento conclusivo aperto a letture, riflessioni ed eventuali testimonianze. “Siete tutti invitati ad unirvi alla marcia” – afferma il Garante per le persone con disabilità Emilia Terracciano, “portando un proprio cartellone con slogan o frasi, che rappresentino un sostegno e un messaggio di speranza per l'intera comunità dei rari”. Al raduno sarà possibile anche "dipingersi" con i colori della Giornata: viola, fucsia, verde e azzurro. L’evento è promosso e patrocinato dal Comune di Vico Equense, in collaborazione con la Garante e la Commissione per le Pari Opportunità. Febbraio è il mese delle persone con malattie rare. Più di 2 milioni soltanto nel nostro Paese, 300 milioni nel mondo. Di esse, 1 su 5 ha meno di 18 anni. Messe insieme, queste persone formano una comunità vastissima, pari al terzo Paese più popolato al mondo. Sono tra le 7.000 e le 8.000 le patologie rare conosciute - ma solo per il 5% di esse esiste una cura.
Per il 2026 il focus del Rare Disease Day sarà l’accesso alle terapie e ai trattamenti anche non farmacologici, accesso più complesso per i pazienti rari rispetto alle altre persone, in quanto non disponibili nel proprio Paese, per i costi o per le liste d’attesa. Convivere con una malattia rara significa essere stati in un "limbo" per anni, sottoponendosi a visite ed esami infiniti - per dare un nome alla malattia e iniziare a gestire una realtà, il più delle volte complicata e invalidante. Spesso sono i familiari e i pazienti stessi a diventare “esperti” della patologia. “Dietro ogni malattia rara c'è una persona” – conclude il Garante, “che ha il diritto di curarsi e di costruire il proprio percorso di vita guardando avanti con speranza e dignità”.

Nessun commento:
Posta un commento