giovedì 12 febbraio 2026

Sorrento. Elezioni comunali 2000: il Consiglio di Stato certifica l'irregolarità

di Antonino Siniscalchi 

Sorrento - Il Consiglio di Stato interviene sulla lunga e controversa vicenda giudiziaria legata alle elezioni comunali del 2020 a Sorrento e, con la sentenza n. 1121/2026, riforma la decisione del Tar Campania limitatamente al capo sulle spese di giudizio, ma con motivazioni destinate a riaccendere il dibattito sulla regolarità della consultazione. La vicenda nasce dal ricorso presentato da quattro cittadini contro l’ammissione della candidatura a sindaco di Marco Fiorentino, poi riconosciuto incandidabile ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. 235/2012. Nel mirino anche le liste collegate “Sorrento tua” ed “Energie per Sorrento”, oltre a tutti gli atti conseguenti, fino alla proclamazione degli eletti. Il Tar, con sentenza n. 7068/2025, aveva dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse: nel frattempo il Consiglio comunale era stato sciolto con d.P.R. del 12 giugno 2025 e l’ente affidato a un commissario prefettizio. Tuttavia, per la regolazione delle spese, il primo giudice aveva ritenuto il ricorso infondato in via “virtuale”, sostenendo che anche escludendo Marco Fiorentino l’esito finale non sarebbe cambiato. È proprio questo passaggio che il Consiglio di Stato smentisce.

 

Secondo Palazzo Spada, la ricostruzione ipotetica non può basarsi solo sui dati del ballottaggio, ma deve includere anche l’analisi del primo turno. In quella fase, infatti, Marco Fiorentino raccolse 1.865 voti: un numero definito “significativo”, superiore allo scarto tra i due candidati più votati e dunque potenzialmente idoneo a incidere sull’accesso al ballottaggio e persino sul risultato finale. La sentenza richiama inoltre il legame inscindibile, previsto dal Testo unico degli enti locali, tra candidato sindaco e liste collegate. Conclusione: appello accolto e spese di primo e secondo grado integralmente compensate. Una decisione che, pur non disponendo l’annullamento delle elezioni (tema ormai superato dal commissariamento), rimette al centro un punto politico e istituzionale di peso: la competizione del 2020 si è svolta con la presenza di un candidato che, alla luce degli accertamenti successivi, non avrebbe potuto partecipare.

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