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| Maurizio Cinque |
Vico Equense - Il futuro del litorale di Marina di Aequa (Seiano) accende lo scontro politico e sociale. Al centro della tempesta c'è la delibera di Giunta n. 20 del 4 febbraio 2026, con la quale il Comune di Vico Equense ha dato il via libera alla proposta di partenariato pubblico-privato presentata da un raggruppamento di imprese locali.
Il progetto prevede la riqualificazione del litorale e dell'approdo turistico con un investimento privato di circa 13 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato dall'amministrazione è la messa in sicurezza e il rilancio infrastrutturale dell’area. Tuttavia, l'atto stabilisce la prosecuzione dei rapporti concessori fino al 30 settembre 2027, un passaggio che ha scatenato l'ira dei movimenti civici e ambientalisti.
Il leader dell’opposizione, Maurizio Cinque, non usa mezzi termini e parla di un tentativo di blindare le concessioni prima che entrino in vigore le evidenze pubbliche richieste dall'Europa.
«Tutto avviene nelle more dell'approvazione del PAD (Piano di Articolazione Demaniale) – attacca Cinque – con il chiaro intento di bypassare la Bolkestein. Hanno inserito furbescamente anche l'accesso alla spiaggia di Tordigliano. Di fatto, manca solo un cancello all'inizio di via Murrano, ma il risultato sarà la chiusura totale. È vergognoso».
Sulla stessa linea d'onda si pone Rosario Lotito, referente di Europa Verde Penisola Sorrentina, che lancia l'allarme sulla durata e sulla natura dell'accordo.
«Quella che chiamano riqualificazione è una privatizzazione dei beni pubblici – dichiara Lotito – I cittadini perderanno la proprietà di questi spazi per 50, 60 o forse 70 anni. È un’operazione firmata da un cartello di imprenditori, ristoratori e albergatori che sottrae territorio alla collettività. Se i cittadini tacciono, loro vanno avanti».
La polemica si sposta anche su Tordigliano, che secondo i denuncianti verrebbe inglobata nel sistema di gestione privata previsto dal progetto.
Il timore principale è che, in assenza di un piano spiagge (PAD) aggiornato che garantisca quote minime di arenile pubblico, il "salotto" di Seiano diventi un'enclave esclusiva per i privati.
Mentre l'amministrazione difende la scelta come l'unica via per garantire investimenti massicci in un momento di scarsità di fondi pubblici, l'opposizione annuncia battaglia. La richiesta è chiara: trasparenza totale sugli atti, confronto pubblico e la garanzia che il diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare non venga sacrificato in nome del "project financing". Il provvedimento passerà al vaglio del Consiglio Comunale che è l'organo competente per l'approvazione definitiva e l’avvio delle successive fasi procedurali.
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