Vico Equense - C’è stato un tempo in cui l’edificio scolastico di Pietrapiano era considerato poco più di un peso morto nel bilancio comunale, un immobile "non adatto" alla didattica da inserire nel piano delle alienazioni per fare cassa. Oggi, quel medesimo edificio si appresta a diventare il simbolo di una rinascita dell’infanzia cittadina. Il sindaco Giuseppe Aiello ha annunciato con toni entusiastici l’imminente apertura di un nuovo asilo nido nella struttura, riqualificata grazie ai fondi del bando PNRR “Futura” (circa 500mila euro). Interventi strutturali, cappotto termico e impianti moderni trasformeranno il piano terra, per anni abbandonato, in un servizio essenziale per le famiglie a partire dal prossimo anno scolastico. Tuttavia, dietro il nastro che verrà tagliato a breve, si nasconde una storia politica fatta di tensioni, raccolte firme e radicali cambi di rotta. Se oggi la politica esulta, la memoria storica del consiglio comunale ricorda come, durante l’amministrazione di Andrea Buonocore, il destino della scuola fosse segnato: la vendita. Inserito nel piano delle alienazioni 2019-2021 per una cifra vicina al milione di euro, l’edificio era diventato il terreno di scontro tra chi vedeva nell'alienazione una necessità economica e chi, invece, difendeva la vocazione sociale dell’area. Il risanamento di Pietrapiano suona oggi come una rivincita per chi si oppose alla dismissione. Giuseppe Alvino, oggi ex consigliere comunale di minoranza, non ha mancato di sottolineare il paradosso: «Nel 2018 ci dicevano che queste strutture andavano realizzate solo al centro, che Pietrapiano non era adatta. Oggi apprendo con piacere che l’amministrazione ha fatto un passo indietro rispetto alla vendita, accogliendo quella che era la nostra proposta originaria». Un parere condiviso anche dall'ex consigliera di maggioranza Marilisa Di Guida, che all'epoca scelse di schierarsi contro la propria compagine per difendere l'immobile.
Per Di Guida, il nuovo asilo nido non è solo un’opera pubblica, ma una vittoria contro la visione che voleva centralizzare i servizi a discapito delle frazioni. Al di là delle schermaglie politiche, resta il dato oggettivo: Vico Equense recupera un bene comune. Se il "Piano A" prevedeva di trasformare la scuola in liquidità per il comune, il "Piano B" (favorito dall'opportunità dei fondi europei) restituisce dignità a un territorio che chiedeva servizi. L’asilo nido di Pietrapiano rappresenterà un supporto concreto per le madri lavoratrici e un polmone sociale per la frazione. Resta da capire se questo "cambio di visione" sia frutto di una nuova sensibilità politica o semplicemente di un’occasione, quella del PNRR, che è stata troppo ghiotta per essere ignorata, portando l'amministrazione a fare quella retromarcia che i cittadini chiedevano a gran voce già anni fa.

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