martedì 3 febbraio 2026

Vico Equense, 15 mesi di “niente”: il fallimento della Giunta (non) politica

Vico Equense - C’è un limite temporale oltre il quale la scusa del "ci siamo appena insediati" smette di funzionare e diventa un insulto all'intelligenza degli elettori. A Vico Equense quel limite è stato ampiamente superato. Sono passati circa 15 mesi da quando il Sindaco ha varato la sua squadra, definendola con orgoglio una "Giunta politica". Ma a un anno e tre mesi dal via, la domanda che circola tra i vicoli del centro e le strade delle frazioni è una sola: dov’è la politica? Quando una giunta viene definita "politica", ci si aspetta che i suoi componenti abbiano il peso, la visione e il coraggio di imprimere una svolta. Invece, in questo lungo anno e tre mesi, abbiamo assistito a un esercizio di puro galleggiamento. Quindici mesi sono un tempo enorme: è il tempo in cui si progettano infrastrutture, si cambiano i piani traffico, si avviano riqualificazioni serie. A Vico, invece, le lancette sembrano rimaste ferme al giorno della nomina. Siamo di fronte a un’amministrazione che sembra aver confuso la politica con la presenza scenica. Si partecipa a qualche evento, si sorride nelle foto istituzionali, ma dietro la facciata c’è il vuoto pneumatico della programmazione. Il Sindaco rivendica la natura politica della sua squadra, ma nei fatti la Giunta opera come una commissione di ragioneria. Si amministra l'ovvio e si firmano le carte che gli uffici tecnici preparano. Dov’è l’indirizzo politico? Dov’è la capacità di mediare tra le esigenze delle colline (Moiano, Bonea, Arola) e quelle del mare? Dov’è la voce della città sui tavoli regionali? Il nulla.

 

Dopo 15 mesi, questa Giunta è diventata un paravento burocratico che serve solo a giustificare l’immobilità di un Palazzo che ha perso il contatto con la realtà. In politica, 15 mesi sono sufficienti per tracciare un solco. Qui, invece, il solco è solo quello lasciato dal tempo che passa inutilmente. La Giunta "politica" non ha saputo (o voluto) affrontare i nodi storici della città. La mobilità urbana resta un caos irrisolto, gestito con l'ansia del momento e mai con una strategia di ampio respiro. Il rilancio turistico è affidato alla buona volontà dei privati e degli chef stellati, mentre il Comune fa da spettatore passivo. Le frazioni restano le "cenerentole" del territorio, dimenticate non appena si spengono i riflettori delle campagne elettorali. Le spiagge, dove per i prossimi due anni tutto rimane uguale. Definire "politica" una Giunta che nulla fa di politico è una forzatura semantica che i cittadini non sono più disposti ad accettare. Quindici mesi sono un tempo onesto per dare un giudizio: questa è l'amministrazione del silenzio e del rinvio. Se il Sindaco e i suoi assessori pensano che amministrare significhi semplicemente "occupare uno spazio", hanno sbagliato mestiere. Fare politica significa cambiare il destino di una comunità. A Vico Equense, al momento, l'unico destino sembra essere quello di una lenta e inesorabile decadenza sotto il peso di una burocrazia che ha ucciso la visione.

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