mercoledì 11 febbraio 2026

Vico Equense: La cucina come atto d’amore e appartenenza. Il manifesto di Gennaro Esposito

"Vico Equense non è solo lo sfondo del mio lavoro, è la sua radice più profonda. È casa". Con queste parole, affidate ai propri canali social, lo chef bistellato Gennaro Esposito torna a celebrare il legame viscerale con la sua terra natia, trasformando una riflessione personale in un vero e proprio manifesto d’intenti per la gastronomia contemporanea. Per lo chef della Torre del Saracino, recentemente confermato ai vertici della ristorazione italiana con le Tre Forchette della Guida Gambero Rosso 2026 e le due stelle Michelin, il successo non è mai stato un motivo per allontanarsi, ma una ragione in più per restare. In un’epoca in cui il termine "territorio" viene spesso svuotato di significato da una retorica del marketing eccessiva, Esposito riporta la discussione su un piano sensoriale e fisico. Cucinare a Vico Equense significa per lui immergersi in un ritmo lento e deciso, tipico della costa, dove il mare e le colline non sono semplici elementi decorativi, ma attori protagonisti della sua dispensa quotidiana. "È il luogo dove mi sveglio, dove cammino, dove riconosco i profumi prima ancora di vederli", scrive lo chef. Questa capacità di leggere il paesaggio attraverso l'olfatto e il tatto si traduce in piatti che sono "geografie del gusto", capaci di unire la sapidità del pescato locale alla forza dei prodotti dell'orto nutriti dal sole della Penisola. Il legame tra lo chef e la sua città non è solo privato, ma si riflette nella crescita costante della comunità. Vico Equense continua infatti a brillare nell'Olimpo della cucina mondiale: proprio a novembre 2025, il sindaco Giuseppe Aiello ha celebrato i talenti locali che, insieme a Esposito e Antonino Cannavacciuolo, mantengono la città ai vertici delle guide internazionali. Mentre fervono i preparativi per il Carnevale 2026 e si guarda già alla prossima edizione di Festa a Vico, la kermesse solidale che trasforma il borgo in una cucina a cielo aperto, le parole di Gennaro Esposito ricordano a tutti che l'eccellenza non può prescindere dalle proprie origini. Per Esposito, cucinare rimane un atto di "verità del gusto", dove la tecnica serve unicamente a esaltare una materia prima che ha già tutto dentro di sé. Una filosofia che parte da una certezza incrollabile: solo restando ancorati alle proprie radici è possibile parlare una lingua universale che parta dal cuore - e dalla tavola - di Vico Equense.

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