Di fronte alla stesura dei nuovi bandi per l’affidamento degli arenili, esplode la polemica sui servizi minimi garantiti: perché continuare a promettere docce fredde gratuite se poi i cittadini sono costretti a pagare per quelle calde?
Vico Equense - Squadra che vince non si cambia, recita il proverbio. Ma quando si parla di gestione delle spiagge a Vico Equense, c’è un dettaglio che si ripete di bando in bando e che, per molti cittadini, ha ormai il sapore della beffa: la doccia fredda gratuita. Nei capitolati d’oneri per le spiagge libere attrezzate, viene regolarmente inserito l'obbligo per il gestore di offrire l'uso gratuito di almeno una doccia fredda ai bagnanti. Tuttavia, la sfida lanciata dai frequentatori storici delle marine Postali, Calcare e Pezzolo è chiara: trovarne una è un’impresa impossibile. La scena è quasi sempre la stessa: l’unica doccia disponibile è quella dotata di gettoniera, che per 50 centesimi eroga acqua calda. Della fantomatica "fredda e gratuita" prevista sulla carta non c’è traccia, costringendo i cittadini a mettere mano al portafoglio anche solo per sciacquarsi dal sale. Perché indicarla se non esiste? Con la preparazione dei nuovi bandi per la stagione 2026, la domanda sorge spontanea: non sarebbe più onesto eliminare questa clausola se non viene mai fatta rispettare? O, al contrario, non sarebbe ora che gli uffici comunali effettuassero controlli serrati per garantire che un diritto scritto nero su bianco diventi realtà? Inserire un servizio gratuito in un bando pubblico non è un dettaglio trascurabile: è un impegno contrattuale che giustifica l'affidamento di un bene comune.
Se il gestore decide di installare solo impianti a pagamento, sta di fatto venendo meno a un punto dell'offerta che dovrebbe garantire l'accessibilità democratica al mare. In un momento in cui l'amministrazione punta a una "nuova visione basata sui diritti collettivi", tollerare la sparizione di servizi minimi previsti dai regolamenti rischia di minare la credibilità dell'intero piano. I cittadini non chiedono la luna, ma coerenza: se la doccia deve essere gratuita, che lo sia davvero. Altrimenti, meglio cancellare la riga dal bando ed evitare l'ennesima "doccia fredda" – questa volta solo metaforica – per le tasche dei contribuenti.

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