martedì 3 febbraio 2026

Sorrento: un garage al prezzo di una reggia. La denuncia di Rosario Lotito

Rosario Lotito
Sorrento - Se pensavate che il mercato immobiliare della Penisola Sorrentina avesse toccato il fondo con i monolocali da 15 metri quadri a prezzi da attico a Manhattan, preparatevi a ricredervi. L’ultima frontiera della speculazione non è più una casa, ma un box auto. La denuncia, sollevata con forza da Rosario Lotito, riguarda un annuncio che sta facendo il giro del web e dei social: un garage di 40 metri quadrati, regolarmente accatastato come C/6, messo in vendita alla cifra astronomica di 220.000 euro. Calcolatrice alla mano, parliamo di oltre 5.500 euro al metro quadrato per un locale destinato, per legge, al ricovero di veicoli o animali. Il dettaglio che trasforma una transazione immobiliare in un caso sociale è la descrizione: il box viene presentato completamente arredato come un mini-appartamento. Un paradosso giuridico prima ancora che architettonico. Secondo le definizioni dell’Agenzia delle Entrate, la categoria C/6 esclude tassativamente l’uso abitativo. Vendere un garage "fingendo" che sia una casa non è solo una distorsione del mercato, è una normalizzazione dell’illegalità. In un territorio blindato dal Piano Urbanistico Territoriale (PUT) della Campania, il cambio di destinazione d'uso da C/6 a civile abitazione è un miraggio burocratico quasi impossibile da ottenere. Chi acquista un immobile simile si espone a rischi enormi: dal reato di abuso edilizio all’impossibilità di ottenere la residenza o l'agibilità. I numeri del 2026 confermano una tendenza inquietante. Mentre il prezzo medio di un box auto in Italia si attesta su cifre infinitamente più basse, a Sorrento la fame di spazio – alimentata dal business del turismo extralberghiero – sta divorando la logica. "Così si espellono i residenti," tuona Lotito nel suo post di denuncia.

 

Ed è la pura verità. Se un garage costa quanto un trilocale in una città di provincia, quale speranza hanno i giovani sorrentini di restare nella propria terra? La trasformazione di ogni pertinenza, cantina o sottoscala in potenziale "suite" per turisti sta trasformando Sorrento in un parco giochi per investitori, svuotandola della sua anima sociale. Non è più solo una questione di domanda e offerta. È una questione di decenza urbana. Quando si arriva a chiedere 220.000 euro per un locale dove, per legge, non potresti nemmeno bollire un uovo, significa che il sistema è rotto. Le autorità e l'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) non possono più ignorare questi segnali. Senza un intervento normativo o un controllo serrato sugli annunci che promuovono usi impropri degli immobili, il rischio è che il prossimo passo sia la messa in vendita di un posto auto scoperto come "loft open space con ventilazione naturale".

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