Meta - Non si placa l'ondata di sdegno e solidarietà dopo la comparsa di scritte offensive e intimidatorie rivolte al sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, apparse sui muri di Bagnoli a margine delle proteste legate ai lavori per l'America's Cup. Tra le voci più ferme nella condanna dell'accaduto c'è quella di Giuseppe Tito, sindaco di Meta e consigliere metropolitano, che ha espresso la sua totale vicinanza al primo cittadino partenopeo. Secondo Tito, quanto accaduto a Bagnoli non può essere derubricato a semplice manifestazione di dissenso. «Le scritte contro il sindaco Manfredi sono un fatto grave, che va condannato senza ambiguità», ha dichiarato il primo cittadino di Meta. «Il dissenso è parte integrante della democrazia e del confronto civile, ma l’intimidazione, l’odio e l’attacco personale non lo sono mai e non devono trovare spazio nel dibattito pubblico». Giuseppe Tito ha voluto sottolineare anche il profilo umano e istituzionale di Manfredi, con cui collabora attivamente in seno al Consiglio Metropolitano. «Con Gaetano Manfredi mi lega un rapporto di stima sincera e di affetto umano, maturato nel tempo nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno. Conosco bene il suo impegno quotidiano, la sua serietà e il profondo senso delle istituzioni che mette al servizio di Napoli e dell’intera area metropolitana». L'episodio si inserisce nel clima teso che circonda la riqualificazione dell'area ex Italsider e i progetti per i grandi eventi sportivi. Una sfida che Tito definisce «complessa, che richiede visione, pazienza e coraggio».Gaetano Manfredi e Giuseppe Tito
Proprio per la delicatezza dei temi trattati, il consigliere metropolitano ribadisce la necessità di un ritorno alla politica del confronto: «La politica deve essere dialogo, non aggressione. Le istituzioni vanno difese sempre, anche e soprattutto quando non si è d’accordo sulle scelte amministrative». La condanna di Giuseppe Tito si unisce al coro unanime di solidarietà giunto da tutto il mondo politico locale e nazionale, con messaggi di vicinanza arrivati sia dalle forze di maggioranza che di opposizione, a testimonianza della gravità del gesto compiuto. contro la massima autorità cittadina.
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