Venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 18:00 presso la Sala delle Colonne nel Complesso SS. Trinità e Paradiso di Vico Equense, confronto promosso dal Forum dei Giovani di Vico Equense, con Henry John Woodcock, Pubblico Ministero, ed Elena Coccia, avvocata penalista, impegnata nel dibattito sulla costituzionalità e l'efficacia della riforma Nordio e dei quesiti abrogativi
Vico Equense - Non usa giri di parole Henry John Woodcock. Il pubblico ministero della DDA di Napoli, da sempre voce fuori dal coro della magistratura italiana, ha rotto gli indugi schierandosi apertamente per il No in vista del prossimo referendum sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere. In un intervento che sta facendo discutere i palazzi di giustizia, affidato alle colonne de Il Fatto Quotidiano, Woodcock ha delineato un quadro allarmante sugli effetti che la vittoria del "Sì" potrebbe avere sull'equilibrio democratico del Paese. Secondo il magistrato, il dibattito attuale è intriso di un’ipocrisia che coinvolge tanto la magistratura associata quanto parte dell’avvocatura. Woodcock non difende lo status quo per spirito di casta, ma per una preoccupazione pragmatica: la tutela dei cittadini comuni. "Questa riforma non serve a migliorare la giustizia, ma a ridisegnare i rapporti di forza" è il mantra che emerge dalle sue ultime dichiarazioni. Il punto più sensibile toccato da Woodcock riguarda il legame tra Pubblico Ministero e Polizia Giudiziaria. Il timore espresso è che, con la separazione delle carriere e l'indebolimento del PM, il controllo delle indagini scivoli progressivamente verso le forze dell'ordine, e di conseguenza sotto l'influenza dell'Esecutivo. "Il rischio reale," sottolinea il magistrato, "è quello di trovarsi di fronte a una magistratura forte con i deboli e debole con i forti". Un sistema, secondo Woodcock, dove chi detiene il potere economico e politico potrebbe godere di una sorta di immunità di fatto, mentre l'efficacia dell'azione penale verrebbe garantita solo per i reati di strada. La posizione di Woodcock si inserisce in un clima di forte tensione istituzionale. Mentre i sostenitori della riforma Nordio parlano di una "svolta garantista necessaria", il PM napoletano invita alla riflessione sulla Costituzione: separare le carriere non significherebbe solo dividere le scrivanie, ma minare alla base l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Per Woodcock, dunque, il voto del prossimo referendum non è una mera questione tecnica per addetti ai lavori, ma un bivio fondamentale per la tenuta dello Stato di diritto in Italia.

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