domenica 1 febbraio 2026

"Lavoro a Vico": opportunità reale o semplice vetrina? Il dilemma delle fiere del lavoro nell'era digitale

Vico Equense - Con l'annuncio dell'evento "Lavoro a Vico", previsto per la prima settimana di marzo 2026, si riaccende il dibattito sulla reale utilità di queste manifestazioni. In un mondo dominato da algoritmi di selezione e candidature online, ha ancora senso darsi appuntamento in un luogo fisico per consegnare un curriculum? La risposta non è univoca e divide esperti, imprese e cercatori di occupazione. Per i sostenitori, il valore aggiunto è il superamento delle barriere digitali. Partecipare a una fiera del lavoro permette di incontrare direttamente i responsabili del personale, ottenendo un riscontro immediato sulle proprie competenze. Per le piccole e medie realtà della Penisola Sorrentina, queste giornate sono fondamentali per la promozione dell'immagine aziendale: metterci la faccia aiuta a trasmettere la cultura dell'impresa e ad attrarre talenti che difficilmente verrebbero intercettati da un semplice annuncio su una piattaforma professionale. Non si tratta solo di una caccia al contratto immediato, ma di un’occasione preziosa per creare una rete di contatti. Anche se non si firma un accordo il giorno stesso, si costruiscono relazioni strategiche e si comprendono quali siano le competenze trasversali e tecniche più richieste dal mercato locale, dalla gastronomia all'accoglienza turistica. Dall'altro lato della barricata, le critiche non mancano. Molti partecipanti lamentano il rischio che queste manifestazioni si trasformino in operazioni di marketing del territorio con scarso impatto reale.

 

Il pericolo è che le aziende partecipino senza avere reali posizioni aperte, raccogliendo curriculum destinati a prendere polvere o invitando i candidati a "caricare i dati sul sito ufficiale", rendendo di fatto inutile l'incontro fisico. Esiste poi il problema del mismatch, ovvero il disallineamento tra le qualifiche offerte dai giovani e le necessità reali delle imprese. Se il territorio cerca specialisti della ristorazione di lusso e i candidati hanno profili troppo generici, l'evento rischia di generare frustrazione da entrambe le parti. Perché "Lavoro a Vico" sia davvero utile, la chiave è la preparazione. L'efficacia dell'evento dipenderà dalla capacità degli organizzatori di selezionare le aziende in base alle reali esigenze del tessuto economico locale e di offrire momenti di orientamento, come laboratori pratici e sessioni di revisione dei curriculum. In conclusione, le fiere del lavoro non sono una "bacchetta magica" contro la disoccupazione, ma restano uno strumento potente se vissute come un'occasione di conoscenza reciproca. Per Vico Equense, la sfida di marzo sarà trasformare i moduli di adesione in opportunità concrete, evitando che l'iniziativa resti solo un nobile intento burocratico.

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