lunedì 16 marzo 2026

Da pilastro a comparsa: la parabola di Fratelli d’Italia nella nuova giunta vicana

A Vico Equense la politica non finisce mai di stupire, ma il rimpasto operato dal sindaco Giuseppe Aiello somiglia più a un terremoto calcolato che a un semplice aggiustamento di rotta. L’esclusione di Fratelli d’Italia dalla giunta non è solo una manovra tecnica: è un atto politico di rottura che solleva interrogativi profondi sul valore del consenso e sulla tenuta delle coalizioni. Al centro del sisma c’è Daniela Gianna. I numeri, in politica, dovrebbero avere un peso specifico: 626 preferenze. Gianna non è stata solo la candidata più votata alle ultime elezioni, ma il volto di un consenso popolare che aveva trovato in Fratelli d’Italia il pilastro della maggioranza. Vedere l’Assessore al Bilancio "accompagnata alla porta" dal Sindaco senza preavviso né condivisione apre una ferita che va ben oltre la gestione dei conti pubblici. Ma c’è un dato che, a tre giorni dal decreto sindacale, appare quasi surreale: il silenzio di Fratelli d'Italia. Mentre la città discute del nuovo assetto — che vede Annalisa Donnarumma vicesindaca e il ritorno in giunta di Gennaro Cinque — dal partito di Giorgia Meloni non è arrivata, finora, alcuna nota ufficiale. Un mutismo che, secondo voci di corridoio, nasconderebbe una profonda divisione interna. Quel "gioco di squadra" che aveva caratterizzato l’inizio dell’avventura amministrativa sembra ormai un lontano ricordo. Il partito appare oggi frammentato, logorato da posizioni distanti che faticano a trovare una sintesi comune. Le indiscrezioni parlano di una riunione decisiva fissata per stasera: ore contate per capire se FdI sceglierà la linea dura o se le correnti interne finiranno per paralizzare ogni reazione. A blindare l'operazione del Sindaco arriva però un'ulteriore mossa scacchistica: il passaggio di Giuseppe Ferraro dall'opposizione alla maggioranza.


Un innesto che sposta gli equilibri in Consiglio Comunale e che, di fatto, rende la posizione di Fratelli d’Italia politicamente irrilevante. Con l'ingresso di Ferraro, il Sindaco Aiello si assicura i numeri per governare anche senza l'appoggio dei "meloniani", trasformando quella che era una forza trainante in una comparsa senza più potere contrattuale. Oggi Vico Equense si ritrova con una giunta nuova, ma con una maggioranza che ha perso il suo pezzo più pesante in termini di voti "originali", sostituendolo con manovre d'aula. Daniela Gianna esce di scena (per ora) con il peso dei suoi 626 voti e l'ombra di un’amministrazione che ha preferito il rimpasto e il "soccorso" dall'opposizione al confronto preventivo. Resta da capire cosa uscirà dal vertice di stasera. Una cosa è certa: 626 voti non si cancellano con un decreto, ma in questa nuova geografia politica rischiano di non trovare più casa. Se il partito non ritroverà l'unità perduta, il rischio è che questa crisi segni non solo la fine di un'alleanza, ma l'inizio di una lunga stagione di isolamento per la destra vicana.

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