sabato 28 marzo 2026

Vico Equense. Salvate il "soldato" Pino: ma la burocrazia lo ha già condannato

Vico Equense - Ottobre 2025 – Marzo 2026: sei mesi di silenzio e un’ordinanza rimasta al fronte. Il destino del pino sulla spiaggia del Pezzolo non è più una questione di botanica, ma il ritratto di un’inerzia che Vico Equense non può più permettersi. Mentre il cantiere della passerella resta ostaggio di un pericolo certificato ma mai rimosso, la "missione di salvataggio" sembra essere stata abbandonata dietro le linee nemiche della burocrazia. Siamo alle solite: da una parte c'è chi grida "Salvate il soldato Pino", invocando la tutela di quel reduce verde che da decenni presidia il nostro litorale. Ma il timore che si tratti di una battaglia persa è concreto, specialmente guardando a pochi metri di distanza, dove un altro pino storico è già caduto sotto i colpi della motosega. Un precedente che brucia e che trasforma l’attuale stallo in un presagio inquietante: la storia si ripete per mancanza di alternative o per mancanza di volontà? Oggi quel pino non è più soltanto un'icona del panorama, ma un "pericolo pubblico" messo nero su bianco da un’ordinanza di messa in sicurezza che, da mezzo anno, giace inascoltata come un dispaccio mai consegnato. La proprietà privata non ha mosso un dito; il Comune assiste al blocco di un cantiere a causa di un ostacolo che lui stesso ha dichiarato rischioso. Il paradosso è inaccettabile. In questa versione locale di Salvate il soldato Ryan, la squadra di soccorso è ferma al palo. Se l’ordinanza fosse stata eseguita subito, oggi avremmo un pino messo in sicurezza e una passerella pronta al taglio del nastro. Invece, il silenzio della proprietà e l'esitazione pubblica stanno spingendo anche questo secondo "soldato" verso l'epilogo più amaro: il sacrificio estremo, ovvero l'abbattimento "per sfinimento". Quando i tempi scadono e l'inerzia dei privati sequestra l'interesse collettivo, la motosega diventa la scorciatoia per chiudere i conti. Sarebbe una sconfitta per tutti: per la proprietà, che perde un patrimonio; per il Comune, incapace di far rispettare i propri ordini; e per i cittadini, che vedrebbero sparire l'ennesimo pezzo di identità non per scelta, ma per stanchezza amministrativa.

La Marina del Pezzolo merita la sua passerella, ma merita soprattutto serietà. Non è tollerabile che un atto ufficiale resti cenere mentre la stagione turistica incombe. È tempo di agire: o si obbliga la proprietà all'intervento immediato – attivando l'esecuzione in danno – o si abbia il coraggio di ammettere che, dopo il primo pino, anche questo è stato abbandonato al suo destino. La politica dei rimpalli è l'unica opzione che Vico Equense non può più permettersi.

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