La crisi estera non incide sull'incoming lieve calo per chi viene da fuori Europa
I DATI
di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino
Sorrento - Il brand Sorrento più forte delle guerre e anche dell'inchiesta che continua a scuotere il Palazzo Municipale. Un nome che tira, a livello nazionale e internazionale, a prescindere da tutto. In fondo i turisti, tanto quelli italiani che gli stranieri, arrivano in Costiera per il panorama unico al mondo, per l'enogastronomia di qualità improntata alla dieta mediterranea, per il mare cristallino, per i siti culturali e per la vicinanza con alcune delle località più famose al mondo come Capri, Pompei, Positano, Amalfi, Ravello. Le prime conferme si attendono dalla Pasqua ormai alle porte, che, come tradizione, rappresenta il risveglio dal letargo invernale. Anche se, a dire il vero, già da diversi giorni, in città si vedono comitive e famiglie che scattano foto agli scorci più suggestivi e si spostano a caccia delle bellezze del territorio. Tanto che molti hotel hanno già riaperto i battenti.
BOOM A PASQUA
Toccherà poi alla Domenica delle Palme segnare la completa ripartenza per il comparto dell'ospitalità. Per le festività pasquali, infatti, stando ad un sondaggio firmato YouGov per Airbnb, più di 10 milioni di italiani si metteranno in viaggio, soprattutto se, si spera, il meteo sarà favorevole. E in Costiera, a fare da attrattori, oltre al sole ed al mare, c'è anche la suggestione dei riti della Settimana Santa con le processioni degli incappucciati che richiamano appassionati da tutto il mondo.
LE VOCI
«Al momento non si riscontrano elementi che possano destare preoccupazione tanto per l'imminente periodo pasquale, quanto, più a lungo termine, per il prosieguo della stagione - sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina -. È evidente che per il nostro settore le tensioni globali rappresentano un freno, ma per ora non ci sono segnali di allarme». Si conferma anche il trend emerso dagli ultimi dati Istat che vedono Sorrento detenere un record: il 90% degli ospiti provengono da oltreconfine. «Per Pasqua abbiamo buoni riscontri per quanto riguarda i nostri connazionali, ma nei mesi successivi potremo contare soprattutto sui tradizionali mercati di riferimento: britannici e statunitensi - chiarisce Iaccarino -. Se non ci saranno scossoni il 2026 sarà in linea con i flussi degli ultimi anni». Esprime ottimismo anche Gino Acampora, presidente dell'associazione Agenti di viaggio Penisola Sorrentina. «Per ora la situazione internazionale non preoccupa più di tanto - mette in chiaro -. Bisogna anzi dire che forse potremmo trarne anche un beneficio considerato che gli europei, in questo contesto, sono meno propensi a spostamenti a lungo raggio, preferendo restare entro i confini del Vecchio Continente. Ciò significa, ad esempio, che chi era orientato verso soggiorni in Egitto, ora è probabile che arrivi dalle nostre parti. Allo stesso tempo se il conflitto non si chiuderà in tempi rapidi potremmo perdere i flussi australiani ed asiatici i cui voli effettuano scali negli aeroporti del Medio Oriente. A questo bisogna aggiungere che il mercato israeliano, sebbene non garantisce grandi numeri, ora risulta completamente fermo. In generale, comunque, nonostante un rallentamento delle prenotazioni nell'ultimo periodo, ancora non ci sono cancellazioni o disdette». E più a breve termine? «Per Pasqua i numeri sono decisamente buoni, anche se i soggiorni saranno tutto sommato brevi - conclude il leader dei tour operator - Contiamo anche sul last minute, soprattutto se il meteo ci darà una mano. Poi, come accade ogni qualvolta le festività pasquali arrivano presto, ci sarà un rallentamento fisiologico. Ma già i ponti di primavera dovrebbero garantire buone percentuali di riempimento». Insomma, il turismo non dovrebbe tradire Sorrento.

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