lunedì 23 marzo 2026

Vico Equense, via Madonnelle: bruciano l'auto sbagliata per "punizione", arrestati due uomini

Vico Equense - Un errore di valutazione che ha trasformato un regolamento di conti mirato in un disastro dalle proporzioni ben più vaste. I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione stamane a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due uomini, un 34enne di Villaricca e un 28enne di Qualiano, accusati di essere gli autori dell’incendio doloso che scosse via Madonnelle a Vico Equense nella notte del 21 febbraio 2025. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, i due indagati avrebbero agito con l'obiettivo di colpire il proprietario di una nota struttura ricettiva locale. Tuttavia, a tradire i piromani sarebbe stato il modello e il colore dell'auto: le fiamme sono state appiccate a una Mercedes Classe B appartenente a un ignaro cittadino, "colpevole" solo di aver parcheggiato la propria vettura, identica a quella del reale obiettivo, nei pressi dell'hotel. Il rogo, alimentato rapidamente, non si è limitato a distruggere l'auto indicata: l'incendio ha coinvolto complessivamente cinque veicoli (tre dei quali completamente inceneriti) e si è propagato alla facciata della struttura alberghiera, causando danni per oltre 10mila euro. Le attività investigative, supportate dai rilievi della Sezione Indagini Scientifiche e dall'analisi meticolosa di intercettazioni e tabulati telefonici, hanno permesso di stringere il cerchio attorno ai due sospettati. Un dettaglio inquietante emerge dalle carte dell'inchiesta: il 28enne di Qualiano, all'epoca dei fatti, si trovava già agli arresti domiciliari, dai quali sarebbe evaso appositamente per compiere la spedizione punitiva a Vico Equense. Il G.I.P. del Tribunale oplontino ha disposto per il 28enne (già detenuto per altra causa) la custodia cautelare in carcere, mentre per il 34enne di Villaricca sono scattati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nonostante gli arresti, il caso non può dirsi chiuso. Gli inquirenti continuano a lavorare per fare piena luce sul movente del raid e, soprattutto, per individuare i mandanti dell'azione criminosa, che resta ancora avvolta nel mistero.

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