venerdì 20 marzo 2026

Il caso Ilaria Alpi: una verità ancora senza risposta

di Filomena Baratto

A oltre trent’anni dalla morte di Ilaria Alpi, il suo caso resta uno dei misteri più oscuri del giornalismo italiano. Inviata del TG3, esperta del mondo arabo e impegnata in inchieste internazionali, Alpi fu uccisa il 20 marzo 1994 a Mogadiscio insieme al cameraman Miran Hrovatin, in un agguato che ancora oggi solleva interrogativi senza risposta. Secondo le ricostruzioni, la giornalista stava lavorando su un’indagine delicata riguardante traffici di armi e smaltimento illecito di rifiuti tossici tra Europa e Somalia, con possibili implicazioni di reti internazionali. Proprio nei giorni precedenti all’omicidio, si era recata a Bosaso, nel nord del Paese, dove avrebbe raccolto testimonianze e informazioni ritenute cruciali. L’agguato in cui persero la vita Alpi e Hrovatin non presentò i tratti di un atto casuale. Nulla di valore fu sottratto, mentre parte del materiale giornalistico raccolto risultò scomparso. Elementi che, nel tempo, hanno rafforzato l’ipotesi di un’azione mirata, legata al contenuto dell’inchiesta. Le indagini giudiziarie non hanno mai portato a una verità definitiva. La condanna di Hashi Omar Hassan, rimasto in carcere per diciassette anni, è stata successivamente annullata con una piena assoluzione, evidenziando gravi errori e possibili depistaggi nel corso delle indagini. A distanza di decenni, restano aperte le domande fondamentali: chi ha ordinato l’omicidio, perché si è tentato di ostacolare la ricerca della verità e che fine abbiano fatto i materiali raccolti dalla giornalista. Interrogativi che continuano a pesare non solo sulla memoria di Alpi, ma sull’intero sistema dell’informazione e della giustizia. Il nome di Ilaria Alpi è oggi simbolo di un giornalismo coraggioso, capace di indagare oltre le versioni ufficiali e di portare alla luce realtà scomode. Un’eredità che, ancora oggi, invita a non smettere di cercare risposte.

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