Il sindaco Giuseppe Aiello commenta l’iniziativa di welfare: «Amministrare significa prendersi cura, senza lasciare nessuno indietro»
Vico Equense - Non sono solo numeri, ma storie di vita, case e tavole che, grazie a un gesto concreto di vicinanza, potranno essere apparecchiate con maggiore serenità. A Vico Equense, la Pasqua si colora di solidarietà grazie all’erogazione dei buoni spesa che hanno raggiunto quasi 400 nuclei familiari del territorio. Un intervento di welfare che il sindaco Giuseppe Aiello ha voluto commentare con fermezza, sottolineando l’importanza di un’amministrazione che sappia rispondere con i fatti alle difficoltà economiche che colpiscono parte della cittadinanza. «Quasi 400 famiglie hanno ricevuto i Buoni per Pasqua», ha dichiarato il primo cittadino. «Un numero importante, che racconta più di tante parole cosa significa esserci davvero, con serietà e responsabilità. Abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte, ma di guardare in faccia le difficoltà e rispondere con fatti concreti». L’iniziativa si inserisce in una visione di comunità coesa, dove il supporto ai più fragili diventa il pilastro dell’azione politica. Secondo Aiello, il senso profondo del fare comunità risiede proprio nel non permettere che qualcuno rimanga indietro, specialmente in momenti simbolici come le festività pasquali. Un aspetto su cui il sindaco ha posto particolare accento è la modalità con cui questo aiuto viene offerto: con dignità e lontano dai clamori. «Farlo senza rumore inutile, ma con la consapevolezza di star costruendo qualcosa di giusto», ha ribadito Aiello, sottolineando come la riservatezza sia una forma di rispetto fondamentale verso i cittadini che attraversano un momento di prova. L’amministrazione comunale promette di proseguire su questa linea: una politica di prossimità dove il termine "amministrare" diventa sinonimo di "cura". «Continueremo su questa strada», conclude il sindaco, «con lo stesso spirito di chi sa che la gestione della cosa pubblica deve prima di tutto guardare alle persone e ai loro bisogni reali».
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