lunedì 23 marzo 2026

Benessere all'ombra degli alberi monumentali

Il tiglio di Massaquano
In Campania ce ne sono più di cinquanta, il più antico è l'olivo di Cicciano: ha un'età di 1600 anni 

di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno

Alcuni sono in parchi pubblici, giardini o boschi. Altri in città. Sono gli alberi monumentali della Campania e sono censiti in un elenco della Regione che ne comprende finora circa 400 ed è periodicamente aggiornato. Nelle giornate di primavera una passeggiata alla scoperti di questi patriarchi della Natura è una possibilità da non sottovalutare. Regalano ombra, ossigeno, benessere ed il fascino della storia. L'elenco completo è disponibile sulla pagina dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania. A Napoli la lista, aggiornata a circa un anno, fa include 55 esemplari e ce ne sono anche in posti dove non ci si aspetterebbe di trovarli. Al corso Secondigliano (Palazzo Carbonelli) ecco per esempio il Cedro del Libano che è alto 25 metri ed ha 138 anni di vita. In via Moiariello, non lontano dalla storica sede di Veterinaria, svetta un Canforo con una età stimabile tra i 140 ed i 160 anni. Ha certamente più di un secolo di vita anche la Phitolaccain via Manzoni, all'altezza del civico 242,che è alta una decina di metri. Nel capoluogo campano la maggior parte dei "patriarchi" sono peraltro nel Bosco di Capodimonte e nell'Orto Botanico. A Ruviano, in provincia di Caserta, la Rovere del Monastero ha una età stimata di due secoli. In penisola sorrentina, poi, il tiglio di Massaquano, uno dei casali del Comune di Vico Equense, ha una età stimata di tre secoli. Ancora più vecchi alcuni faggi sul monte Faito, per i quali la scheda redatta dalla Regione indica una età di 400 anni. In Cilento, tra i vari patriarchi arborei, ecco la sughera di Vibonati. Si legge nella scheda di presentazione: «Da atti storici risulta che all'ombra della pianta trovarono ristoro Carlo Pisacane e i suoi compagni nella famosa spedizione del 1857, lo sbarco dei trecento». L' itinerario campano alla scoperta degli alberi monumentali non può prescindere, poi, dall'olivo di Cicciano, in provincia di Napoli, che ha un'età stimata di circa 1600.

 

«È conosciuto - informa la Regione - come l'Olivo dei Crociati perché si narra che i semi furono portati dai crociati da Gerusalemme e piantati sul posto dai monaci. Il caratteristico tronco contorto e aggrovigliato sembra testimoniare i segni del tempo lasciati sull'albero, donando allo stesso un fascino unico». La pianta è situata all'interno di un noccioleto privato. È frequentata da merli ed upupe e alla sua base vi è la tana di una volpe.

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