Vico Equense - C’è un termine che torna prepotentemente nel dibattito politico di Vico Equense: schizofrenia. Non è un’accusa clinica, ma il ritratto politico che il circolo locale del Partito Democratico dipinge dell’attuale amministrazione comunale a seguito dell’ultimo Consiglio. Un quadro fatto di dietrofront burocratici, crisi di nervi trasformatesi in silenzi ossequiosi e una geografia delle poltrone che muta con la rapidità di un set cinematografico. Il caso dell’adesione al SAD (Sub Ambito Distrettuale) della Penisola Sorrentina per la gestione dei rifiuti è emblematico. Il Sindaco ha celebrato il traguardo con toni trionfali, ma la consigliera dem Francesca Esposito ha servito un amaro bagno di realtà: Vico Equense è arrivata dove doveva essere sin dall’inizio, ma solo dopo un giro imbarazzante tra dimenticanze, inserimenti coatti in ambiti estranei (Castellammare e Torre Annunziata) e ricorsi al TAR. Il paradosso è servito: si festeggia come un successo quello che è, nei fatti, il rimedio a una distrazione amministrativa. E mentre la politica si incarta nelle sigle, la realtà parla di un’isola ecologica (via Raspolo) sotto sequestro e di cassoni dei rifiuti che "accolgono" i turisti sulla Statale Sorrentina. Un declino evidente se confrontato con gli standard d'eccellenza degli anni '90. Ma è sul piano della tenuta politica che la commedia diventa pirandelliana. La crisi che sembrava aver terremotato la maggioranza — tra assessori "defenestrati", coordinatori dimissionari e post social al vetriolo che parlavano di "accoltellamenti alle spalle" — si è sciolta come neve al sole. I consiglieri di Fratelli d’Italia, che avrebbero dovuto rappresentare l'opposizione dura e pura dopo l’esclusione dell’assessore Gianna, si sono ritrovati a votare compatti con la maggioranza.
Una "maggioranza variabile" che si allarga e si restringe a seconda della convenienza del momento, lasciando i cittadini con una domanda: dove finisce la coerenza e dove inizia il calcolo per la sopravvivenza politica? Infine, il capitolo dei "salti della quaglia". Il PD risponde per le rime all’avvocato Ferraro, giustificando la sua esclusione dal partito non come un atto di chiusura, ma di autodifesa contro chi usa la politica come un "taxi". Il messaggio è chiaro: la coerenza ha un prezzo e non è trattabile. Resta il fatto che, tra giochi di palazzo e cambi di casacca, le sfide cruciali — come il futuro dell'ospedale, salvato, ricorda il PD, dall'intervento dei consiglieri regionali dem e non dai tatticismi locali — rischiano di passare in secondo piano. Vico Equense merita una guida che non debba fare "da controcanto a se stessa". Il rischio di questa navigazione a vista, tra un "mi sono scordato" e un "facciamo pace", è che a pagare il conto della scarsa programmazione siano, come sempre, i servizi ai cittadini e l'immagine di una delle perle della Penisola.

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